Day of Unplugging 3 Marzo 2020 – Pubblicato in: imperfezioni

Sono le 7 e suona la sveglia: con un solo occhio aperto, a tentoni la spegni e subito dopo controlli le notifiche di Linkedin, le e-mail (già 15) e le ultime notizie dal mondo. Ti alzi e ti dirigi verso la cucina. Prepari il caffè e, mentre aspetti che sia pronto, guardi quante persone hanno visualizzato le tue Stories su Instagram e fai una scorpacciata di quelle pubblicate dagli altri. Dopo una doccia veloce in compagnia della tua playlist preferita di Spotify, ti vesti, prendi lo zaino e corri alla stazione.

Durante il tragitto, controlli Facebook, rispondi ai 45 messaggi (maledetti gruppi!) che ti si sono accumulati su WhatsApp, ascolti i vocali dei canali Telegram che segui, leggi le newsletter che hai rigorosamente selezionato in cerca d’ispirazioni per la tua professione e sbirci i video su TikTok. Quanti di noi appena svegli passano così i primi momenti della mattinata? Secondo studi recenti, le persone toccano, scorrono o cliccano sullo smartphone oltre 2600 volte al giorno, cominciando a farlo proprio quando si svegliano. Per non parlare delle pause caffè, del pranzo, del viaggio di ritorno dal lavoro, della cena, del film “guardato” sul divano e dei momenti prima di addormentarsi. Insomma, siamo on-line quasi h24!

Tuttavia pare che, nonostante il lavoro e la fascinazione che dispositivi e strumenti hanno su di noi, stia nascendo di riflesso il bisogno di dare un taglio alla digital fool immersion quotidiana per ricercare momenti di “disintossicazione”.

A tal proposito, qualcuno ragiona da tempo in questo senso, tanto che, tra pochi giorni, ci sarà una ricorrenza in cui si potrà mettere in pratica ufficialmente questa esigenza. Dal tramonto del 6 marzo a quello del 7 infatti, si celebrerà il National Day of Unplugging, ovvero la Giornata Internazionale della Disconnessione: una pausa da smartphone, tablet, computer e chi più ne ha più ne metta. L’evento è nato dieci anni fa da Reboot, un’organizzazione ebraica statunitense che coniuga il desiderio di portare avanti i valori tradizionali con modalità innovative di connessione tra le persone. La giornata appena nominata offre pertanto il pretesto per rallentare i ritmi dalle proprie attività quotidiane, nonché l’invito a distendersi, rilassarsi, uscire all’aperto, pensare, leggere e frequentare famigliari, affetti e amici.

Spesso il fatto di vivere iper-connessi viene visto nei termini di una contrapposizione tra una vita vera (quella vissuta vis-à-vis) e una non (quella vissuta in rete); entrambe le condizioni sono però assolutamente reali e ambedue fanno parte delle nostre esistenze; anzi, oramai la seconda prevale nettamente sulla prima, facendo sì che difficilmente si viva un momento senza la compagnia di un dispositivo che come minimo, lo immortali, e come massimo, ne regoli tempi e modalità di godimento. Una ragione in più per non liquidare velocemente la questione e imparare a trovare un modo più equilibrato per conviverci.

Oltre a questa lodevole iniziativa sarebbe però positivo trovare dei momenti di distacco dalla tecnologia per riappropriarci di altre modalità di tempo e relazioni? Ad esempio, potrebbe essere interessante o quantomeno piacevole, cenare con gli amici senza guardare il proprio smartphone continuamente? Trarremmo beneficio da una passeggiata al parco vissuta osservando ciò che circonda anziché immortalando ogni momento con foto per i social? Qualcuno sostiene di sì. Molti medici, per esempio, segnalano che spegnendo pc e/o telefono almeno un’ora prima di andare a dormire, la qualità del sonno trovi un decisivo giovamento. Inoltre, coloro che durante i periodi di vacanza, scelgono di utilizzare al minimo i propri dispositivi, raccontano di come molti momenti, forse perché rimasti immortalati solo nei ricordi, siano stati vissuti con più spensieratezza e profondità.

Sta crescendo insomma un sentore collettivo, ancora più avvalorato dalle tante persone, oltre 175.000 (!) che nei dieci anni passati hanno aderito all’iniziativa di Reboot, tra cui personaggi famosi come Richard Branson, fondatore del colosso Virgin Group. A questo punto, chi sente l’esigenza di una digital detox ma non sa da dove cominciare, ha trovato pane per i suoi denti: tra il 6 e il 7 marzo arriverà quella che potrebbe essere vista come la challenge più mostruosa dell’Internet in cui sfidare gli amici più impavidi!

Chi oserà disconnettersi? 🙂



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