GRAZIE, BIRRA. 21 Ottobre 2022 – Pubblicato in: haiku

Se dobbiamo parlare di loghi dobbiamo prendere un po’ di rincorsa e accettare che la birra, oltre che di divertimento e di relazioni sociali, è stata e continua a essere motore di innovazione nel branding e nel marketing.

C’è chi ritiene che l’antenato del logo sia da individuare nei monogrammi che i Greci usavano sulle loro monete. Altri reputano che siano i Romani ad aver dato il via alla diffusione del logotipo, con il loro “S.P.Q.R.” piazzato ovunque. Altri ancora partono addirittura dagli antichi Egizi e dalla loro consuetudine di marchiare gli animali domestici con geroglifici per contrassegnarne la proprietà o dalla loro pratica di utilizzare immagini e simboli di animali per esprimere significati. Tra il 2125 e il 1991 a.C. gli Egizi, inoltre, inventano le griglie di progettazione così che i progettisti possano rispettare le proporzioni e riprodurre con precisione una specifica forma.
Eccolo, l’inizio del design del logo.

Ma la storia del logo ci porta a far visita soprattutto alle tribù celtiche e ai virili e barbuti clan nordici caratterizzati da un forte simbolismo tribale che si è fuso nel tempo con la cultura protestante. E se si dice protestantesimo si pensa subito all’etica del profitto che lo caratterizza, cosa che ha determinato la nascita del logo come marchio brevettabile. D’altronde ce lo ripetono sin dalle scuole elementari: la spinta a produrre e ad avere successo in campo economico per ragioni religiose è stata una delle cause della prima rivoluzione industriale, avvenuta, guarda un po’, proprio in Inghilterra nella seconda metà del Settecento.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 1389, il re Riccardo II d’Inghilterra approva una legge che impone agli stabilimenti produttori di birra di appendere un cartello che indichi e contraddistingui la loro attività.
Taaac, ecco fatto! Le aziende ora sono indotte a differenziarsi dalle altre e così aggiungono immagini araldiche ai loro segni. I clienti dall’altro lato iniziano a sviluppare un senso di fedeltà al marchio del loro birraio preferito e partono le prime gare di rutti (mi piace pensarla così). Non è un caso quindi che i primi loghi di cui si ha traccia siano proprio di due birre.

Il primo esempio di logo che ci è pervenuto è quello di Stella Artois (che buona!), il famoso birrificio belga fondato nel 1366 a Leuven con il nome di “Den Hoorn” (“Al Corno”). Nel 1708 diviene proprietà di Sebastian Artois che mantiene il simbolo del corno ma cambia il nome del brand in “Artois”, per poi, nel 1926, diventare definitivamente “Stella Artois”.

Ma per imbattersi nel primo vero e proprio marchio brevettato bisogna aspettare ancora parecchi anni e bersi un’altra ottima birra: la famosa bionda inglese Bass Pale Ale. È il 1875  quando il logo di questa azienda viene ufficialmente riconosciuto nella sua essenza di “carta d’identità”, talmente preziosa da essere coperta da brevetto.

Tirando le somme, il logo in quanto simbolo identitario nasce molto prima di Stella Artois e di Bass Pale Ale: probabilmente risale addirittura a prima della scrittura stessa poiché affonda le proprie origini nell’umana necessità di comunicare. Ma nonostante ciò, ammettiamolo, è con la birra che la pratica del logo si consolida e si formalizza, forse proprio perché ci rende un poco più umani.

Salute!



Rigenerare il legno per illuminare le forme »