Tra realtà e fantasia 8 Giugno 2013 – Pubblicato in: imperfezioni

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Atmosfere oniriche, visioni, nulla sembra reale. Foto senza tempo, avvolte da un velo di malinconia, intimità, mistero e dall’aspetto decadente. La fotografia che diventa quasi pittura: bianco, nero, colore. Sogni visti attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, visioni senza tempo, leggere, dai contorni distorti, rarefatti. Le opere di Sarah Moon ricordano quel sogno che al risveglio rischia di svanire dalla memoria, la ricerca di imprimere ciò che è impossibile e certe volte difficile da ricordare.

 

Ecco nascere queste fotografie che fissano sulla pellicola quello che di solito capita nell’inconscio, con ricordi sfocati, colori impercepibili, contorni sfumati, forme imprecise, incerte, confuse e sentimenti indefiniti.

In queste foto non vi sono contorni netti, l’artista ritrae modelle con espressioni sfuggenti, dai corpi inclinati, creando un senso di malinconia, il tutto “accarezzato” da una luce opaca e diffusa che fonde la modella con l’ambiente che la circonda.

 

«Ogni fotografia è l’ultimo testimone, se non l’ultima testimonianza di un momento che altrimenti sarebbe perduto per sempre; è il senso della perdita e del tempo che passa»

 

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Queste fotografie anche se hanno un aspetto imperfetto sono fatte in studio. Nel lavoro di Sarah Moon non manca la ricerca del processo fotografico, ma è affascinata dalla degradazione della fotografia, dai segni che il tempo lascia sul negativo. Il tempo infatti è il tema del suo lavoro, quello che lei cerca di fermare, ecco che le sue fotografie parlano di ricordo, distacco, distanza, solitudine, tutte cose impalpabili come le sue opere.

 

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Il vero nome è Marielle Hadengue, inizia negli anni ’60 a lavorare come modella, ma nel 1967 abbandona le passerelle e decide di vivere dietro l’obiettivo, utilizzando il nome di Sarah Moon. Fondamentali per lei, la camera oscura e lo studio della pittura che l’aiutano a creare ciò che è il suo stile, fatto di atmosfere oniriche e inquietudine. Anche se lontana dallo stile fotografico della moda dell’epoca, lavora per note riviste e famosi marchi d’abbigliamento, cambiando così il modo di raccontare la moda e la fotografia pubblicitaria. Pur essendo fotografa di moda, Sarah, cerca sempre di ottenere delle emozioni visive. Verso gli anni ’80 si allontana dal mondo delle riviste patinate, e prosegue con la sua ricerca. Nei suoi lavori si trovano anche stampe dai toni seppia, dona alla foto un’aria antica, infatti predilige l’effetto macchiato, rovinato. Ma le donne di Sarah Moon, sono anche visioni di luce e colore, lei infatti dichiara di voler ritrarre l’inconscio, e di immortalare la pura emozione di un momento imprevedibile, che alcune volte è quasi impossibile da ricordare. I temi forti e ripetitivi sono, infatti, il tempo, la femminilità e il ricordo.

Sarah Moon lavora anche come film-maker, anche in questi suoi lavori si ritrova la stessa impronta: il surreale. Crea così, con i suoi lavori delle vere e proprie “poesie visive”.

 

 

 

Riferimenti:

http://en.wikipedia.org/wiki/Sarah_Moon

 

 

Image Credits

©Sarah Moon



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