Errori di rifrazione 4 Giugno 2012 – Pubblicato in: imperfezioni

Cazzato

Le illustrazioni di Marco Cazzato attraggono i sensi come magnetici frammenti di narrazioni spezzate. Figure ibride e dai colori densi, graffiate dall’incertezza descrittiva dei segni, sondano con intelligente discrezione le profondità di pensieri celati e desideri inespressi.

 

Ci sono mondi sommersi, invisibili alla nostra affrettata disattenzione, e umanità sotterranee non urlate dal fragore quotidiano, che trattengono ferite interiori o desideri tanto labili da dissolversi al contatto con la superficie del reale. Esistenze sfuggenti e imperfette, che se osservate con estrema razionalità è impossibile non distorcere. Come guardare un oggetto immerso in un liquido trasparente, ignorando la deformazione degli errori di rifrazione.

 

IMMERSIONI

Fuori il fruscio dei pioppi. In casa libri di Calvino, Carver, Buzzati, Saramago. Sul tavolo da disegno fogli, pennelli, colori, posacenere, disordine. E intorno, le sue illustrazioni.

Chi ne è affascinato le descrive di solito con aggettivi dal sapore metafisico: surreali, oniriche, misteriose, malinconiche, evocative. Ciò che sfugge, forse, è che quelle immagini ritraggono la realtà così com’è, senza l’intervento di filtri subliminali che la distorcano. Perché a cambiare nettamente è solo il punto di vista di chi le osserva.

Marco Cazzato possiede la capacità di immergersi negli universi paralleli che gli scorrono accanto: non se ne lascia semplicemente sfiorare con indifferenza, come farebbe la maggior parte di noi. Lui si immerge e resta in silenzio ad ascoltare. Sa che ciò che finirà col descrivere sulla carta, tracciando le sue traiettorie di linee imprecise, è impalpabile e non si può che comprendere dall’interno. Ma mai guardare semplicemente con gli occhi.

 

Cazzato

LOGICA INVERSA

Una volta riemerso, questo insolito illustratore cerca un linguaggio non comune per raccontare la vera forma di quei mondi non rivelati. E allora si mette a rovistare tra i pensieri, tra i ricordi e le impressioni raccolte da bambino che scarabocchia, tra le sensazioni riposte nei cassetti del proprio immaginario introverso. Dentro di sé ha un vocabolario fatto di immagini assurde, di cose che lo hanno spaventato o che lo hanno portato a sognare mondi infinitamente più strani di quello in cui vive. E lì dentro non esistono regole, non esiste alcuna logica reattiva: tutto è possibile ed è il contrario di ciò che si crede.

Il mondo allora si popola di uomini-uccello, uomini con la testa d’asino o di lupo, donne che non hanno occhi o bocche, pesciolini che respirano lettere. Della sensualità intima e sospirata di figure femminili e silenziose. E con sorpresa ci accorgiamo che questa è la vera forma delle cose.

 

Cazzato

DENSITÀ

Le percezioni di Marco si traducono nella corposità di tinte monocromatiche e piene, con pennellate che si trascinano sulla carta a impregnarla di sensazioni, nel tentativo di conferire loro la tridimensionalità di un sogno reale e vivido.  Il bianco, il nero, il grigio, il verde prevalgono a creare atmosfere intimiste e sincere, raccontate con distacco e delicata discrezione.

I nostri occhi si riempiono, così, di istantanee raffiguranti il mondo che si agita dentro i personaggi osservati. Frammenti narrativi, in cui intuitivamente è possibile leggere il contesto di ogni storia: il passato, la transitorietà del presente, i pensieri che stanno attraversando la mente della figura centrale. Riusciamo persino a immaginare le conseguenze future di ogni suo gesto.

Con i suoi tratti incerti, che nelle loro infinite imprecisioni portano alla costruzione dell’immagine finale, egli è in grado di distogliere la nostra attenzione da ogni esteriorità marginale e lasciare dentro di noi una traccia di profondità.

 

Cazzato

Oltre all’editoria e alla comunicazione, a cui si dedica da molti anni, Marco Cazzato ha recentemente esteso la sua visione poetica anche al mondo della musica, realizzando le bellissime cover arts per Le luci della centrale elettrica (Vasco Brondi) e Marlene Kuntz.

Suo è anche il manifesto della 29ª edizione del Torino Film Festival, organizzata dal regista Gianni Amelio.

 

 

 

Sito ufficiale

www.marcocazzato.it

Image Credits

Copyright © Marco Cazzato

 

 



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