Una libreria piccola per sognatori grandi

C’era una volta…” e, non importa quanti anni abbiamo, già ci mettiamo comodi, pronti ad ascoltare. È come una formula magica che subito ci fa tornare bambini, in fondo siamo tutti solo dei bimbi che hanno fatto troppi compleanni e che, per piegarci ai dettami della società, cerchiamo di mantenere la serietà che la nostra età dovrebbe esigere. Si dice che i vecchi tornino bambini, forse invece è solo che a un certo punto, quando di anni se ne sono collezionati davvero tanti, si impara a fregarsene delle convenzioni e si torna ad apprezzare le piccole cose, quelle che non hanno grandi pretese eppure colorano la vita, quelle di cui i più piccoli sanno godere così profondamente.

È per questo che l’iniziativa editoriale di Rizzoli dal titolo “La mia piccola libreria” dovrebbe essere presa in considerazione non solo dal pubblico di ragazzi a cui è esplicitamente rivolta, ma anche – e forse soprattutto – dagli adulti, in particolare dal mondo dei bibliofili tout-court. Va detto innanzitutto che è un prodotto unico nel suo genere: confezionata con la forma di un libro, è in realtà una scatola che contiene diversi fogli da ritagliare e incollare per costruire 30 minilibri. La maggior parte di questi sono scritti e illustrati e spaziano dalle favole classiche (Cappuccetto rosso, La bella addormentata) a libri “scientifici” (un piccolo manuale di botanica, un atlante), mentre una decina presentano pagine bianche, da riempire con testi e disegni originali.

In libreria lo troverete probabilmente presente in più copie e in bella vista su un banco (è una novità di questo autunno, ma sicuramente mira anche al Natale) nel settore ragazzi, eppure perché possa essere sfruttato al meglio ha bisogno di mani precise per ritagliare, incollare e assemblare… Le vostre mani! Mentre lo guardate e ve lo rigirate tra le dita sapete che quella piccola libreria da montare farebbe un figurone incastonata nella vostra spaziosa libreria, già vi immaginate mentre sfogliate le paginette davanti ai vostri amici esterrefatti. E se qualcuno alzerà le sopracciglia e vi dirà “ma non è una roba per bambini?” vi autorizziamo a riciclare quanto scritto più sopra: d’altra parte voi ci credete alle favole, no?

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