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Un mondo imperfetto

Avidità e debolezze umane, viaggi rischiosi, imprevedibili marchingegni e un misterioso ma inquinato universo, che a tratti ci appare estremamente familiare: sono questi gli irresistibili ingredienti di Bendito Machine IV – Fuel the machine, l’ultimo episodio di una serie di cortometraggi dalla grafica minimale e attraente, firmato Zumbakamera.

 

Jossie Malis è un interessante illustratore e film maker di origini sudamericane, con un innegabile talento per lo storytelling dallo speziatissimo sapore etnico. Cresciuto in Perù e in Cile, ha trascorso gli ultimi dieci anni tra New York e Barcellona specializzandosi in stop motion, per poi stabilirsi a Maiorca (Spagna). Isola dalla quale, a suo dire, si impegna con caparbietà a inviare segnali nello spazio.

Zumbakamera è il suo laboratorio, uno studio di animazione e design costituito da un ristretto team di creativi, in cui la chimica delle idee si mescola con una speciale passione per le macchine, i tentacoli e… il cosmo.

L’esplosiva miscela di genialità e curiosità tipica di Jossie, diede vita nel 2006 a Bendito Machine, la divertente e ormai celebre serie di cortometraggi per il web, che riflette – non senza un tocco di acuta e amara ironia – sulle sorti dell’umanità e sugli effetti collaterali della sua evoluzione sulla Terra.

Inaspettato e sorprendente, Fuel the Machine è il lungometraggio con cui lo studio Zumbakamera rilancia la serie dopo una lunga assenza, con l’ambiziosa promessa di ampliare ulteriormente il progetto e creare ben 12 episodi di Bendito Machine e, con tutta probabilità, anche un videogame.

 

La meccanica di un viaggio misterioso

Bendito Machine affronta tematiche piuttosto importanti – corruzione, religione, inquinamento – in modo alquanto originale. Protagonista di queste strane avventure, che non sempre hanno un lieto fine, è una piccola quanto ingenua e goffa specie che adora circondarsi di macchine sempre più complesse, capaci di fare cose davvero straordinarie: depongono uova, producono latte, diventano armi potenti, cambiano forma. Si muovono, respirano, crescono o rimpiccioliscono.

Un’innocente società, costituita però di miseri omuncoli che si lasciano guidare e fuorviare da una sorta di oligarchia “illuminata” – in realtà avida, arrogante e senza scrupoli – eseguendone ciecamente gli ordini a costo della loro stessa vita.

In Fuel the Machine, episodio incentrato sul tema della tecnologia e dei trasporti, nonché sulle loro rispettive implicazioni ecologiche, un uomo sprezzante del pericolo inizia un intricato viaggio per terra, mare e aria, diretto verso un lontano e primitivo pianeta ricco di giacimenti petroliferi, eseguendo gli ordini della sua superiore.

Jossie Malis, osservando con fare un po’ voyeuristico l’assurdità di questa impresa, ci mostra criticamente anche un suo risvolto negativo: l’escalation dell’impatto ambientale di ciascun metodo di trasporto utilizzato dall’eroe di turno e dalla società industrializzata in cui vive.

E ci riserva anche un bizzarro finale a sorpresa…

 

Dietro le quinte: il processo creativo

Bendito Machine può vantare una visione unica arricchita da un’elevata qualità narrativa, in cui personaggi, macchine e paesaggi sono sempre presentati come semplici silhouette nere che si animano su bellissimi sfondi colorati.

Il tutto è reso frizzante da effetti sonori sorprendenti e da soundtracks di ampio respiro, che traggono ispirazione dalla musica europea come dai caldi ritmi del sound latino, passando talvolta dalle musiche tribali africane.

 

For me it’s important to simplify the ideas to the maximum. Jossie Malis

 

Solitamente, Jossie Malis raccoglie gli elementi del suo immaginario bidimensionale osservando con meticolosa attenzione la realtà che lo circonda, annotando graficamente tutto ciò che attrae la sua curiosità: in particolar modo macchine, edifici e meccanismi vari.

L’ideazione di ciascun episodio parte sempre da una tematica generale che, in seguito, si ramifica in una serie più articolata di concetti tra loro mescolabili, pur non essendoci una diretta connessione logica che possa collegarli uno all’altro. Definita la trama, Malis inizia ad abbozzare alcuni schizzi per i macchinari e le ambientazioni, così come gli storyboards.

Dalla carta si passa alla grafica digitale e alla vettorializzazione delle immagini, e da qui all’animazione vera e propria insieme al progetto degli effetti e delle colonne sonore.

 

L’intera serie è stata realizzata con l’ausilio di software quali Illustrator, Flash e After Effects.

 

 

Link consigliati

www.benditomachine.com

Video

Bendito Machine IV – Fuel the Machine

Fuel the Machine – Behind the scenes 

Episodi precedenti

Bendito Machine I – Everything you need

Bendito Machine II – The spark of life

Bendito Machine III – Obey his commands

 

Image credits: © Zumbakamera 



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