Morfologia della mamma

Altre visioni dal Torino Film Festival. Sarà che non sono un critico, e se ho un obiettivo nella vita è provare a non diventarlo mai. Sarà che ho trent’anni, suppergiù, l’età in cui ti trasformi da “fidanzato” in “compagno”, da “single” a “scapolo”. L’età in cui “vado a casa” significa una cosa e “vado dai miei” un’altra; l’età intermedia, in quel bizzarro avvicendarsi di ausiliari che è l’esistenza, tra l’essere figli e l’avere figli, tra l’avere (ancora) i genitori e l’essere genitori. Sarà tutte queste cose, ma quando ho dovuto... Leggi tutto →

Il male che scaccia il male

Visioni dal Torino Film Festival. Credo di essere tachicardico: la cosa mi agita, perché un cuore che batte troppo in fretta alla lunga finisce per danneggiarsi. Secondo la cardiologa, invece, non lo sono affatto. Il cuore mi batte sì all’impazzata, ma solo per via della mia ansia di essere tachicardico. E l’ansia è una cosa che devo risolvere, o alla lunga potrebbe danneggiarmi il cuore. Ecco: nel momento in cui il mio cuore frettoloso esploderà, immagino che sarò interessatissimo a sapere se la colpa è della tachicardia autentica o della falsa tachicardia... Leggi tutto →

Pausa sigaretta

  In una memorabile lezione sull’indugio narrativo, Umberto Eco affermava (confessando una lunga e attenta osservazione sul campo) che la caratteristica fondante del genere pornografico sia il “raccontare tutto”, comprese le parti meno rilevanti. Non sempre l’indugio è indice di nobiltà. Una volta mi sono posto il problema di come stabilire scientificamente se un film sia pornografico o meno. […] io ho deciso che esiste una regola infallibile. Si deve controllare se in un film, quando un personaggio sale su un’automobile o su un ascensore, il tempo del discorso coincide... Leggi tutto →

Back to top