Una mosca in volo

Nel 1967, quando Bill Eggleston arrivò a New York portando con sé una serie di diapositive a colori che di lì a poco avrebbero ridefinito il modo di intendere la fotografia, egli non era altro che una fastidiosa anomalia. Tra i primi a non disdegnare l’uso del colore, aveva anche il difetto di trasgredire le regole basilari imposte dai circoli intellettuali dell’epoca, trattando i luoghi comuni e la banale quotidianità come soggetti d’arte. I suoi scatti nascevano dal bisogno di allontanare l’insidiosa abitudine di ignorare certi dettagli dell’ambiente circostante, solitamente... Leggi tutto →

I non-luoghi della mente

Se qualcuno ci conducesse per mano verso il limite dell’infinito, un limite non definito da segni visibili, ma dissolto nelle atmosfere rarefatte del mattino o del farsi lentamente sera, proveremmo forse un disorientante senso di vertigine nel constatare che non si tratta di un concetto astratto, ma di una sfumatura impercettibile della nostra banale, quotidiana realtà.   Luigi Ghirri (1943-1992) immaginava la fotografia come una forma d’arte cui non si doveva porre alcuna limitazione. Non solo uno strumento con intenti descrittivi, tramite il quale era possibile effettuare una rappresentazione della... Leggi tutto →

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