This Way To The Circus

Se la vostra collezione di piante grasse esposta sul davanzale sta iniziando a ingrigirsi, e il vostro umore ne risente, non disperatevi: il circo dei cactus è in città. Dopo aver conseguito la laurea alla celebre Central St Martins di Londra, la giovanissima designer Boe Holder ha scoperto che, purtroppo, il mondo della moda non faceva al caso suo. Una deviazione dal solito percorso stereotipato si rendeva necessaria e Boe, incapace di costringere se stessa a una carriera che non rispecchiasse la sua personalità e le sue attitudini creative, ha... Leggi tutto →

Il senso di un esilio

Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Un salto nel buio

L’odore d’inchiostro, la sensazione della carta ruvida e pesante sotto le dita, le lettere in metallo o in legno che lasciano le loro impronte imperfette sulla superficie cartacea. Un link nostalgico con le tracce di un passato ancora innegabilmente attraente per molti giovani designers che, negli ultimi anni, hanno preferito compiere il rischioso passo indietro del ritorno alla stampa tipografica, antidoto insospettabile alla precisione asettica delle immagini digitali. Forse la ‘colpa’ è anche del leggendario Alan Kitching (1940, Darlington, UK) – abile designer e docente da quasi sei decadi –... Leggi tutto →

Una perfetta mediocrità

La carriera di Sølve Sundsbø ha avuto un inizio un po’ complicato. I rifiuti delle agenzie professionali a cui si era rivolto fin dal suo esordio, come fotografo, non promettevano bene… Il nodo della questione era semplicemente uno: l’imberbe norvegese era decisamente onnivoro, e non poteva fare a meno di divorare e far sua qualunque tecnica fotografica gli capitasse a tiro. Il suo lavoro spaziava, senza ritegno, dai raggi X allo scanning 3D, dalla manipolazione hi-tech delle immagini alle più desuete e laboriose tecniche di ritocco dipinto a mano. Il che... Leggi tutto →

Insolenti saturazioni

 Se siete stufi delle solite immagini scattate da fotografi il cui unico e solo intento è quello di ritrarre un mondo fastidiosamente plastificato e privo di difetti, avete ancora una via d’uscita: il suo nome è Ivan Cazzola.  Le sue indagini visive si nutrono di location underground, atmosfere urbane e realtà umane alla deriva, mirando sempre in modo diretto e irriverente al cuore delle cose.   Negli anni 70, Italo Calvino descriveva l’inferno come qualcosa di reale, che ci scorre accanto tutti i giorni, e suggeriva due modi per sopravvivergli.... Leggi tutto →

Gli spettri dell’identità

Do-Ho Suh sembrerebbe, a tutti gli effetti, un uomo inseguito dai fantasmi della propria identità. Molte delle sue opere, con quelle loro innocue e leggere trasparenze, appaiono come spettri ingannevoli che tradiscono una leggera insicurezza, quel continuo interrogarsi sul senso delle proprie origini che ancora non trova una risposta certa.

Dixonary

In molti sono convinti che le coincidenze non esistano. E in effetti, considerato il modo in cui ha avuto inizio la carriera di Tom Dixon (Tunisia, 1959), a dir poco una leggenda nel mondo del design, ci si potrebbe definitivamente convincere che nulla accade per caso. Era il 1983, e Londra in piena era post-punk ancora respirava un’atmosfera fortemente influenzata dall’esempio ribelle dei Sex Pistols, con l’ormai serpeggiante attitudine al Do It Yourself e alla sperimentazione creativa di nuove forme espressive individuali. Tom Dixon, all’epoca bassista in cerca di fama,... Leggi tutto →

Tra realtà e fantasia

Atmosfere oniriche, visioni, nulla sembra reale. Foto senza tempo, avvolte da un velo di malinconia, intimità, mistero e dall’aspetto decadente. La fotografia che diventa quasi pittura: bianco, nero, colore. Sogni visti attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, visioni senza tempo, leggere, dai contorni distorti, rarefatti. Le opere di Sarah Moon ricordano quel sogno che al risveglio rischia di svanire dalla memoria, la ricerca di imprimere ciò che è impossibile e certe volte difficile da ricordare.   Ecco nascere queste fotografie che fissano sulla pellicola quello che di solito capita nell’inconscio,... Leggi tutto →

Perdere la faccia

  Pennellate di colori ad olio cancellano e distruggono i soggetti di Jesùs Leguizamo, che libera figure umane dalle fattezze del proprio viso e trova nuove forme e rappresentazioni dell’essenza dell’individuo. Chissà se Jesùs Leguizamo, pittore di Bogotà conosce Pirandello e le sue riflessioni sulla dicotomia apparenza/sostanza di un soggetto, tra il suo essere e l’immagine che il mondo esterno percepisce. Resta che il fulcro del suo lavoro si sviluppa intorno al corpo e la fragilità della sua immagine, alla ricerca del gesto pittorico che riesca a cogliere l’essenza della figura rappresentata... Leggi tutto →

Il lato magico di una fotografia

Londra. Uno Spitfire vola di qua e di là all’interno di un appartamento evitando una grottesca bambola gigante e disobbediente, mentre Tilda Swinton, in guanti di pelle, ci scruta da dietro un paio di occhiali da aviatore. Una coppia distinta di insetti si appresta ad accordare i suoi strumenti musicali e un’enorme lumaca li spia strisciando con aria sinistra sui muri.   Story Teller, la retrospettiva dedicata a TimWalker e allestita nelle stanze della Somerset House, invita i più curiosi a oltrepassare lo Specchio, inciampare e scivolare giù per la... Leggi tutto →

Linee d’inchiostro e città svelate

London Unfurled

Sono passati molti anni da quando Matteo Pericoli, percorrendo le strade di Manhattan, iniziava a chiedersi: Cos’è uno skyline e come cambia? Come funziona? Come si percepisce una città? Ecco, fatte di linee intricate e di segni sovrapposti, le sue interessanti risposte.   Newyorkese Matteo Pericoli, architetto e illustratore milanese, decide di trasferirsi a New York nel 1995. La sua scelta si rivela strategica per diversi motivi. Da un lato, l’impatto con una metropoli che non permette alcun tipo di omologazione lo spinge a ricercare una sua personalissima forma d’espressione;... Leggi tutto →

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