Il senso di un esilio

Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Provocazioni digitali

Un vocabolario formulato sulla base di pulsanti figure dell’assurdo inserite in ambientazioni iperreali e sinistre. Ibridi privati delle proprie emozioni, creature artificiali, androgine ed ermafrodite, ipoteticamente ottenute dall’innesto di parti biomeccaniche in un corpo umano. L’immaginario di Inez e Vinoodh, manipolato digitalmente e privato attentamente di qualunque imperfezione, allude cinicamente alle asettiche estremizzazioni della chirurgia estetica, alle intromissioni dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie nel mondo umano e naturale. L’irrompere inaspettato della manipolazione digitale delle immagini, di cui per primi iniziarono ad esplorare le shockanti potenzialità espressive negli anni ‘90, ha... Leggi tutto →

Fragili interferenze

Sospesi in una dimensione illusoria e poetica, gli abiti creati da Ying Gao appaiono come in bilico tra la condizione di oggetti d’arte concettuale e il frutto di un’affascinante esplorazione nell’intricato territorio delle tecnologie sensoriali. Come misteriose e attraenti creature cinetiche, essi si schiudono, respirano, si trasformano impercettibilmente. I contorni fisici del corpo che racchiudono sono modificati da interferenze esterne (suoni, luci, movimento, sguardi) e l’abito si muove in un reame di aleatorietà che lo rende simile a un fragilissimo bozzolo protettivo. La ricerca di Ying Gao – designer e... Leggi tutto →

Rientro atmosferico

Una delle tendenze più evidenti nel design contemporaneo è il tentativo di spingersi oltre i limiti del corpo umano ridefinendone contorni, volume e identità, o introducendo in modo incrementale l’uso metamorfico di maschere che sostituiscono i volti. In un mondo dominato dall’era della comunicazione digitale, in cui l’interazione diventa impersonale, emerge il desiderio di nascondere l’identità reale per subire una transizione verso personalità più accattivanti ed enigmatiche.   L’abitudine di indossare un cappello, del resto, è un tradizionale simbolo del proprio status, rende la figura più alta e imponente, e... Leggi tutto →

In un soffio di colore

Effimere creazioni gonfiabili che giocano con il concetto della transitorietà sembrano obbedire alle regole del sogno. Un leggerissimo soffio d’Oriente si nasconde nell’incantevole alchimia firmata da due talentuosi artisti giapponesi, Rie Hosokai e Takashi Kawada – in arte Daisy Ballon – che da qualche tempo solleticano il mondo con la loro originalissima “balloon art”. Gli impalpabili abiti scultura da loro ideati sono piccole opere d’arte temporanea, realizzate con un materiale insolito – palloncini in latex pieni di elio – fragili, delicatissime e destinate a divenire… inutilizzabili dopo solo 24 ore.... Leggi tutto →

Marimekko

  L’interesse emerso in tempi recenti nei confronti del design minimalistico è il segno inequivocabile di un affinamento delle esigenze contemporanee, così come l’attrazione nei confronti di una ricerca tesa a privilegiare un’estetica innovativa che muova in direzioni inconsuete e visionarie. Se considerato in quest’ottica, non può stupire l’irriverente linguaggio affiorato dalle ultime creazioni di alcuni giovani designers e brand scandinavi, né il rapido affermarsi del loro inatteso quanto accattivante codice estetico. Le ragioni sono certamente da ricercare nella radicata tendenza al minimalismo pragmatico tipico dei Paesi nordici, nella cura... Leggi tutto →

Tra realtà e fantasia

Atmosfere oniriche, visioni, nulla sembra reale. Foto senza tempo, avvolte da un velo di malinconia, intimità, mistero e dall’aspetto decadente. La fotografia che diventa quasi pittura: bianco, nero, colore. Sogni visti attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, visioni senza tempo, leggere, dai contorni distorti, rarefatti. Le opere di Sarah Moon ricordano quel sogno che al risveglio rischia di svanire dalla memoria, la ricerca di imprimere ciò che è impossibile e certe volte difficile da ricordare.   Ecco nascere queste fotografie che fissano sulla pellicola quello che di solito capita nell’inconscio,... Leggi tutto →

Oltre i confini del corpo

Issey Miyake non vede imperfezioni in un tessuto spiegazzato. Ne esalta piuttosto le potenzialità elaborando l’eleganza delle pieghe, ne reinventa l’architettura. Sistematizza il plissè in modo permanente e lo adatta morbidamente alle linee del corpo. Oltrepassandone, irriverente, i confini.   Issey Miyake (1938) è una vera leggenda vivente. Cresciuto in Giappone, si abitua ben presto a concepire la realtà come plasmata dalla costante dicotomia tra cultura orientale e occidentale. Trasferitosi a Parigi, lavora per Guy Laroche e Givenchy prima di fondare il suo studio a Tokio nel 1970 e presentare... Leggi tutto →

Il lato magico di una fotografia

Londra. Uno Spitfire vola di qua e di là all’interno di un appartamento evitando una grottesca bambola gigante e disobbediente, mentre Tilda Swinton, in guanti di pelle, ci scruta da dietro un paio di occhiali da aviatore. Una coppia distinta di insetti si appresta ad accordare i suoi strumenti musicali e un’enorme lumaca li spia strisciando con aria sinistra sui muri.   Story Teller, la retrospettiva dedicata a TimWalker e allestita nelle stanze della Somerset House, invita i più curiosi a oltrepassare lo Specchio, inciampare e scivolare giù per la... Leggi tutto →

Yohji Yamamoto: la poesia del disordine

Yohji Yamamoto

Le creazioni asimmetriche di Yohji Yamamoto proiettano la nostra mente in una zona di transizione dove si fondono perfettamente futuro e antiche tradizioni. Un non-luogo dove le differenze tra maschile e femminile si annullano. Una decostruzione dell’immagine che si tramuta nell’unicità di una preziosa opera d’arte.   Voglio cicatrici, fallimenti, disordine […] Penso che la perfezione sia brutta. Yohji Yamamoto   BACKGROUND La sua storia ha inizio nel 1943 a Tokio, e la sua sensibilità subito rimane impregnata dei ricordi e degli orrori conclusivi della seconda guerra mondiale. Dopo la... Leggi tutto →

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