Morfologia della mamma

Altre visioni dal Torino Film Festival. Sarà che non sono un critico, e se ho un obiettivo nella vita è provare a non diventarlo mai. Sarà che ho trent’anni, suppergiù, l’età in cui ti trasformi da “fidanzato” in “compagno”, da “single” a “scapolo”. L’età in cui “vado a casa” significa una cosa e “vado dai miei” un’altra; l’età intermedia, in quel bizzarro avvicendarsi di ausiliari che è l’esistenza, tra l’essere figli e l’avere figli, tra l’avere (ancora) i genitori e l’essere genitori. Sarà tutte queste cose, ma quando ho dovuto... Leggi tutto →

La papera e la sposa

“Sono molto delusa. Non amo le regie con troppi piani stretti”. Mi asciugo i lacrimoni, nel buio del cinema, e mi volto di scatto. Nella fila dietro, una papera con velleità da critica sta pontificando in mezzo ai suoi amici. “Poi noioso, banale! Visivamente mi sembra un prodotto dilettantesco. Ho trovato ben scelte le musiche”. Sono incredulo: la papera sta parlando proprio nel momento perfetto per tacere, e cioè quando non sono ancora finiti i titoli di coda di “Io sto con la sposa”. Di molte cose, con l’avanzare degli... Leggi tutto →

Pausa sigaretta

  In una memorabile lezione sull’indugio narrativo, Umberto Eco affermava (confessando una lunga e attenta osservazione sul campo) che la caratteristica fondante del genere pornografico sia il “raccontare tutto”, comprese le parti meno rilevanti. Non sempre l’indugio è indice di nobiltà. Una volta mi sono posto il problema di come stabilire scientificamente se un film sia pornografico o meno. […] io ho deciso che esiste una regola infallibile. Si deve controllare se in un film, quando un personaggio sale su un’automobile o su un ascensore, il tempo del discorso coincide... Leggi tutto →

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