Belle (Senz’anima)

I filosofi greci, nel periodo classico, erano giunti a considerare il bello come un concetto solo in parte riconducibile alle apparenze e alla fisicità. Alla percezione del bello sensibile, delle sembianze che colpiscono i sensi tramite i nostri occhi, si contrapponeva quello intelligibile, intuizione esclusiva della mente. Il XX secolo, al contrario, ha drasticamente svuotato il concetto platonico di bellezza – quel riflettere la natura intrinseca e reale delle cose – eleggendo l’esteriorità e la sensualità a obiettivo primario della società moderna: l’industria pubblicitaria ha reso la superficialità il fulcro... Leggi tutto →

I Only Want You To Love Me

Corpi meravigliosamente perfetti, occhi fissi nel vuoto. Dai ritratti di Miles Aldridge emergono inquietanti figure femminili perse nella folla dei propri pensieri e delle proprie paure. I Only Want You to Love Me (Rizzoli, 2013), il surreale volume monografico dedicato all’opera del noto fotografo londinese, trasporta suo malgrado l’osservatore in ciò che a un primo sguardo sembrerebbe un opulento mondo da sogno, in cui una serie di donne in pose drammatiche – fashion victims ipnoticamente sensuali– rivestono ruoli femminili stereotipati.   Casalinghe svampite, segretarie, femmes fatales decadenti, addirittura madonne in... Leggi tutto →

IKSTTSWLLTI

Comunicare con l’altro è ormai una questione digitale. L’interazione umana è una sostanza rarefatta e impersonale: l’identità reale è ben nascosta, i suoi tratti distintivi sfumati e inafferrabili. Abbiamo dimenticato chi siamo, persino ai nostri sensi siamo entità estranee, e il corpo non può sottrarsi a tale assenza di una solida definizione. Lentamente e in modo impercettibile esso sta pure subendo la sua trasformazione, assecondando il cambiamento interiore e quel senso di sottile smarrimento che ci rende insicuri del nostro apparire. Se il mondo della materialità si dimostra instabile nell’enigma... Leggi tutto →

kintsugi, l’arte di riparare con l’oro

Quando qualcosa ha subito una ferita e ha una storia, diventa più bello. In Giappone esiste una pratica che trasmette questo concetto filosofico e porta con sé il fascino del tempo e della tradizione: il Kintsugi.   L’imperfezione è in qualche modo essenziale per tutto ciò che sappiamo della vita. E’ il segno della vita in un corpo mortale, vale a dire, di uno stato di progresso e cambiamento. John Ruskin   Pare che il Kintsugi abbia avuto origine nel 15° secolo, quando Ashikaga Yoshimasa, uno shogun giapponese dopo aver... Leggi tutto →

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