Surreale, ma Vergez

Vergez

Raccontare Richard Vergez implica una banale quanto essenziale precisazione iniziale: non è lui che ha inventato il collage.

Il collage è una tecnica concepita agli inizi del Novecento per la creazione di opere d’avanguardia, adottata inizialmente dagli esponenti del Cubismo, mentre più tardi assunse tratti tridimensionali più complessi nei movimenti Neo-Dada e nella Pop Art.

Il XXI secolo ne ha visto una inattesa evoluzione, influenzandola con le sue atmosfere elettroniche e incoerenti, e intingendola in un purismo essenziale ed enigmatico, sporcata solo da uno sguardo un po’ retrò in contrasto con l’iniziale volontà di rottura con il passato.

Eppure il collage ha conservato nel tempo quella sua accezione pop di strumento espressivo ottenuto tramite ritagli, non proprio casuali, di una nomenclatura quotidiana che appartiene all’esperienza collettiva, per tramutarsi in architetture di pensiero crude e incisive.

Vergez

Visionarie strutture astratte, scarne e dal taglio pulito che ritroviamo pure negli inusuali fotomontaggi del visual artist di origini cubano-americane Richard Vergez, la cui iconografia minimalista combina elementi umani e tecnologici, distillando istantanee sintattiche da una identità moderna in rapida trasformazione, in un tentativo di accettazione disincantata e giocosa.

Le sue composizioni dell’assurdo si ispirano al movimento Dada, al Surrealismo, alle tecniche dell’avanguardia costruttivista russa passando però oltre: le geometrie pulite e l’uso bilanciato dello spazio negativo creano un singolare punto focale sulla narrativa dell’immagine, che diventa così potente, diretta e inaspettatamente tangibile.

Emozioni quali la paura, l’umorismo, la confusione, la nostalgia diventano materia prima per Vergez, ed egli ne evoca l’essenza tramite un instancabile lavoro di intaglio e sottrazioni calibrate, per illustrare con pochissimi elementi residui l’idea di qualcosa che manca e di cui fa percepire l’assenza rivelatrice.

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L’inventiva di Vergez non si limita tuttavia al solo campo del graphic design: la sua produzione contempla anche la contaminazione di altri ambiti artistici quali la musica sperimentale e il video making. Tramite l’uso di materiali antiquati ed effimeri, egli mira a recuperare uno stato di sogno legato all’infanzia e alle influenze post-punk di un’epoca MTV ormai passata.

Parallelamente, il giovane artista si dedica al progetto musicale Drowning the Virgin Silence, all’interno del quale egli esplora la musica post-industriale ed elettro-acustica attraverso manipolazioni sonore da lui elaborate. Da qualche tempo, inoltre, il suo linguaggio musicale caratterizza anche alcune delle performance di danza moderna dello Psychic Youth Inc. collective.

In futuro, l’artista progetta di espandere le potenzialità del collage bidimensionale a strumenti espressivi che includano le performance musicali e le video installazioni.

 

Richard Vergez
http://cargocollective.com/richardvergez

Image credits © Richard Vergez

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