Specchi rotti

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Una mattina ti svegli e ti senti come se la tua immagine fosse riflessa da uno specchio fatto in mille pezzi. Ti guardi e non ti riconosci. Vien da chiedersi, talvolta, se davvero esiste una corrispondenza tra mente e corpo. Tra l’idea che abbiamo di noi stessi e l’immagine che lo specchio rimanda.

Un quesito esistenziale non da poco.

Brno Del Zou, è un raffinato artista francese che ricorre alla frammentazione fotografica dei volti umani, nel tentativo di lasciar emergere – senza mai snaturarne l’evidenza estetica – l’inevitabile lato caotico della mente e dell’anima che dietro a ciascuno di quei volti si nasconde.

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Alla maniera dei cubisti, i corpi e le facce sono trasfigurati da una profonda rivisitazione visiva, i volumi sono sottolineati e ricomposti al fine di creare strutture di scale multiple, per comprendere meglio ciò che l’apparenza di un volto in realtà nasconde.

Le fotosculture di Brno Del Zou sono, essenzialmente, composizioni fotografiche in bianco e nero, create catturando da differenti angolazioni, e con profondità di campo eterogenee, aspetti di uno stesso volto riassemblati sul medesimo piano e messi in vibrante contrasto l’uno con l’altro.

Da tale “crudele” dissezione, e dalla successiva innaturale ricomposizione dei frammenti ottenuti, nasce in chi osserva la necessità di ricostruire intuitivamente il senso di unità intrinseca del soggetto fatto a pezzi, andando al di là del corpo stesso, della sua bellezza percepita.

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Il simbolico e misterioso gioco di decostruzione e ricostruzione in frammenti è indicativo di una ricerca umana al tempo stesso sia fisica che psichica. Il corpo, spiega Del Zou, non viene tagliato in pezzi per disperderne l’essenza, ma solo per cercare di ricreare una identità più precisa, che supporti tutte le differenze, i cambiamenti e i punti di vista contrastanti, moltiplicandoli all’infinito ed evitando di sottrarre l’unità sostanziale senza la quale il corpo stesso non esisterebbe.

 

Sito ufficiale
brnodelzou.ouvaton.org

Photo © Brno Del Zou

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