La linea invisibile

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Calore, segni monocromatici, rotoli di carta bianca. Il fascino del non-inchiostro che si spande, crea giochi di ombre, sfumature. La carta diventa la vera protagonista, solo lei, niente inchiostro, “la carta come mezzo e risultato”. I materiali utilizzati: tamponi di legno, bacchette di vetro, cilindri di metallo, una piastra, lampadine, spazzole, acqua, vapore. 

Durante la scorsa Dutch Design Week ad Eindhoven, all’interno di C-Fabriek, venivano suggerite delle alternative all’industrializzazione, alla produzione e al consumo. Durante la settimana c’erano dimostrazioni dal vivo dove i designer lavoravano e i visitatori potevano interagire con loro e conoscerli. E tra stanze con grandi macchinari costruiti in legno, bacinelle d’acqua, tessuti, ecco questo ragazzo chino su una struttura in legno circondato da rotoli di carta, fogli stesi ad asciugare, piastre, pentolini con acqua calda, bacchette e strumenti vari: Francesco Zorzi, designer milanese.

Zorzi utilizza carta termica per fax, questa è una tipologia speciale di carta, rivestita con una sostanza chimica che cambia colore quando viene esposta al calore. Abitualmente utilizzata nelle stampanti termiche, calcolatrici, registratori di cassa, ma in questa occasione viene usata in un modo nuovo, diverso, per creare illustrazioni e disegni.

With no printer, with no color, just the paper as both medium and result. The process is partially controlled but it’s never perfect. Copies are never looking exactly the same, even using the same tool. Flaws are part of this line, improvisation and spontaneity replace perfection and technical accuracy. Heat, with its shades, is the invisible that becomes visible.

 

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Chiacchierando con questo ragazzo si percepisce la sua passione, questa fuoriesce nello stesso modo in cui il “non-inchiostro” prende vita e diventa sempre più presente nella carta, silenzioso e tranquillo.

 

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Guardando questo processo si rimane incantati, come dei bambini davanti ad una magia, ammaliati a guardare come il calore scurisce la carta, come una semplice bacchetta trasparente riesca a creare quei segni così netti e in altri momenti così eterei, grazie alla sola forza del calore.

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Francesco Zorzi paragona questa tecnica alla calligrafia con pennino, poiché per poter continuare a disegnare devono essere nuovamente riscaldati. In base al calore emesso dal materiale si avrà un tratto più denso oppure più lieve. Con questo sistema il risultato è sempre differente, utilizzando calore o anche vapore tutto diventa meno gestibile, differentemente da come avviene nella quotidianità con i registratori di cassa che producono risultati identici e nitidi.

L’uomo agisce come la macchina, ma poiché macchine non siamo, ecco come l’imprevedibilità, l’imperfezione e alcune volte anche la casualità creano qualcosa di affascinante, unico e irripetibile.

 

Sito ufficiale:

http://www.behance.net/FrancescoZorzi

 

 

Eventuali altri riferimenti:

http://www.c-fabriek.nl/production-lines/the-invisible-line/

 

Image Credits

©Kim Constantino

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