Experimenta

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La fiamma si tramuta in fiore, il combustibile diventa acqua. Così il designer italiano Giuseppe Bessero Belti, reinterpreta le antiche lampade a petrolio, trasformandole in un interessante progetto ready-made.

Se siete nostalgici dei tempi ante-litteram, di passati remoti e analogici in cui gli oggetti di uso quotidiano sapevano di umano e gli androidi erano solo il sogno di poche menti proiettate verso un futuro molto lontano, allora siete appena approdati sull’Isola-che-non-c’è.

L’idea di Giuseppe Bessero Belti – la cui ricerca ruota attorno al rapporto tra design, natura e nuove tecnologie- è quella di recuperare, in chiave moderna, il concept all’epoca innovativo di un oggetto antico e ormai desueto, che in pochi forse hanno dimenticato: le fragili e affascinanti lampade a petrolio.

Con una storia lunga centinaia di anni, e inizialmente alimentato da combustibili naturali, questo tipo di lampade ha subìto nel tempo numerose trasformazioni, sperimentando ogni volta soluzioni sempre più ‘tecnologiche’ e spesso in anticipo sui tempi.

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Il vaso Experimenta vuole appunto essere una rilettura del connubio tra artigianalità e spirito industriale che queste lampade un tempo racchiudevano. La fiamma si tramuta in fiore, e il carburante in acqua: ogni vaso è composto da un contenitore cilindrico, da un anello, da vetri di vecchie lampade a combustibile e da una serie di adattatori che ne permettono il fissaggio al contenitore al fine di renderlo più stabile.

Il compatto corpo in porcellana, prodotto da un’azienda di Limoges, ha una finitura biscuit che rende la superficie della ceramica bianca opaca/satinata e molto gradevole al tatto.

Attualmente, ne esistono due serie: pezzi unici, realizzati tramite tecniche artigianali con vetri recuperati in negozi specializzati nella vendita di lampade a petrolio, in mercatini e in negozi di antiquariato, e pezzi prodotti in serie, caratterizzati da un approccio contemporaneo che coinvolge le più moderne tecniche di prototipazione rapida.

Sito Ufficiale
http://www.gbessero.com/

Photo Credits © Giuseppe Bessero Belti

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