Le Brujas di La Paz

La mattina mi piace bere una camomilla e constatare che proprio no, non mi sveglia. Essere in largo anticipo per non dovermi preoccupare dell’orario, leggere la rassegna stampa in tutta calma e poi correre come un’ossessa e per non arrivare tardi a lavoro. Mi piace mangiare la focaccia alle olive, ovviamente togliendo le olive perché, da che ho ricordi, non mi sono mai piaciute. Non vedo l’ora arrivino estate, mare e sole, soprattutto quando sono all’ombra e non faccio una nuotata. “Mi contraddico? Ebbene si, mi contraddico. Sono vasto, contengo... Leggi tutto →

Danza e caso

“Falling is one of the ways of moving” diceva Merce Cunningham, ballerino e coreografo che, rompendo tutti gli schemi, ha abbracciato il caso, facendolo diventare elemento centrale della propria vita e del proprio lavoro. Danza e caso, due universi opposti che si incontrano. L’artista, pioniere della danza moderna, rifiuta ogni idea di perfezione appresa negli anni di studio e dà valore semplicemente all’essere, allo “stato più umano” di se stessi. Nei lavori di Merce Cunningham la creatività afferma un’indipendenza propria e si esprime senza limiti. Musica, scenografia e danza sono... Leggi tutto →

Jagärhär, io sono qui contro trolls e haters

Jagärhär, la diffusione dell'amore parla svedese

E’ necessaria una rieducazione, una mobilitazione di massa contro l’odio, che con facilità serpeggia online. Un post dopo l’altro, giorno dopo giorno i commenti negativi e inquietanti nelle bacheche social si autoalimentano. Una battuta sgradevole, una provocazione, un crescere di insulti, la condivisione di notizie false: siamo sicuri che tutto questo rappresenti realmente la nostra popolazione e che non si possa fare altro che leggere dissentendo? Mina Dennert ha pensato che no, guardare la diffusione di odio e disinformazione è un fenomeno che può e va combattuto. I conflitti scatenati... Leggi tutto →

Street art senza street

A Milano manifesto di protesta contro la mostra su Banksy A Visual Protest

Per il mio prossimo pezzo su Imperfect, cioè questo, l’editore mi ha concesso di usare una sola parolaccia. Starò attento a giocarmela bene, considerando che l’argomento che tratterò è di quelli che mi fanno parecchio incazzare. Ops. Lo spunto viene da un paio di notizie recenti, riguardanti il mondo della Street Art: la prima è la polemica scatenata dal manifesto di Andrea Villa che raffigura Salvini imbavagliato davanti a una stella delle BR; la seconda è la provocazione di Mr Savethewall, che ha affisso dei manifesti che annunciano la morte... Leggi tutto →

Guida rapida per tornare indietro nel tempo (a bere!)

“Sembra che aboliranno il proibizionismo. Cosa farà?” “Andrò a bere un bicchiere!” Se avete riconosciuto la citazione, continuate a leggere, queste righe fanno per voi! Altrimenti vi consigliamo un ripassino de Gli intoccabili di Brian De Palma: chi pronuncia la domanda è un giornalista, chi risponde è Eliot Ness, che ha appena inchiodato Al Capone in uno storico processo per evasione fiscale. Non è un caso che siano le battute finali del film: con l’arresto del gangster più famoso del mondo e con la fine del proibizionismo – il 5... Leggi tutto →

La condivisione ci salverà

fotografia di Antonio Rochira per You Die

Per il lungo weekend di Ognissanti, ho pensato di preparare un lungo post sul trend topic della settimana: la #morte. Chi si aspettava #fabriziocorona, può smettere di leggere. In particolare parlerò di You Die, il film che ha rappresentato l’Italia all’ultimo ScreamFest (il festival dell’horror) di Los Angeles, aggiudicandosi il premio alla miglior fotografia (Davide Piazzolla). Il film uscirà presto in Italia: la produzione mi ha concesso il privilegio di vederlo in anteprima, anche perché vi ho partecipato con un piccola consulenza di sceneggiatura. Quando mi arrivò la versione provvisoria... Leggi tutto →

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore.

Quando ero bambina il mio sogno era quello di diventare una fruttivendola. Mia madre racconta questa cosa sempre con un moto di tenerezza perché quando mi chiedeva come mai avessi deciso proprio per quel lavoro, rispondevo che mi piacevano i colori della frutta e della verdura. E poi perché il fruttivendolo aveva sempre una tasca/marsupio allacciato in vita in cui metteva i soldi. Non so quanto questo potesse essere tenero, forse tende più al venale, ma non stiamo a girare intorno a certi sofismi. Ero bambina. Poi è arrivato il... Leggi tutto →

Fratellanza ed empatia.

Hugo Viana e Alejandro Viana sono due fratelli e due artisti colombiani, rispettivamente del ’73 e ’76. Decidono di collaborare artisticamente insieme per incoraggiare una riflessione continua e costante su quelle categorie considerate “ristrette” del panorama estetico delle arti visive contemporanee, istituendo spesso e volentieri un dibattito tra le azioni più primitive dell’essere umano e il significato dell’arte contemporanea stessa. La loro filosofia è essenzialmente questa: Everything our artwork is a poetic gesture in fullness expansion inside the way of conscious dreams and creative reveries, a blurred trace of images... Leggi tutto →

Elettrodermìa

In un ipotetico scenario futuribile, non troppo lontano dalla nostra attuale realtà, emergono gli strani elettro-insetti di Julie Chappell, affascinante mutazione genetica di forme naturali che prendono vita dai resti del preoccupante inquinamento che l’umanità ha accumulato nel tempo sulla Terra, incurante delle sue conseguenze. L’originale serie Computer Bugs, creata dall’artista britannica Julie Alice Chappell, è una collezione di insetti alquanto insoliti: si tratta di bellissime sculture in miniatura ottenute assemblando pazientemente componenti elettronici di scarto, provenienti da vecchi computer, smartphone in disuso o video games da tempo rotti e... Leggi tutto →

L’Observatoire de la lumière

L’ultima opera firmata dal noto artista francese Daniel Buren, intitolata L’Observatoire de la lumière, è un perfetto connubio tra colori, trasparenza e luce. Un tentativo, provocatorio e incantevole, di aprire in forma temporanea un dialogo creativo con la ormai celebre architettura di Frank Ghery, che nella Fondazione Louis Vuitton (2014) – un complesso che sorge all’interno del Bois de Boulogne a Parigi, pensato come centro per l’arte, la musica ed altri eventi culturali – incarna follemente il desiderio di stimolare un insolito approccio percettivo nei suoi visitatori. Nell’installazione di Daniel... Leggi tutto →

Super Flemish

Nel progetto Super Flemish, lo stravagante fotografo francese Sacha Goldberger si chiede che aspetto avrebbero avuto i super eroi della cultura contemporanea se fossero stati personaggi nati tra il Quattrocento e il Settecento. Con un progetto durato circa due anni, e avvalendosi di un team di 110 professionisti tra cui costumisti, esperti in grafica digitale e modelli somiglianti agli eroi della Marvel o tratti dalla celebre saga cinematografica Star Wars, Sacha è riuscito nell’intento di ritrarre intramontabili icone della cultura americana con le medesime tecniche utilizzate dai pittori fiamminghi del... Leggi tutto →

Il senso di un esilio

Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Tellas

Fabio Schirru, noto come Tellas, è considerato uno degli artisti contemporanei più interessanti tra i tanti nomi che spiccano attualmente sulla scena mondiale della Street Art. Trentenne, di origini cagliaritane, Tellas ha sviluppato negli ultimi anni una ricerca del tutto personale e un linguaggio creativo a dir poco singolare, derivanti da un’estetica non urbana ispirata alle aride terre della Sardegna dove è cresciuto. Attraverso una visione intima, questo giovane street artist rielabora elementi compositivi del paesaggio naturale, dando origine a un processo meditativo il cui frutto è una esperta combinazione... Leggi tutto →

Experimenta

La fiamma si tramuta in fiore, il combustibile diventa acqua. Così il designer italiano Giuseppe Bessero Belti, reinterpreta le antiche lampade a petrolio, trasformandole in un interessante progetto ready-made. Se siete nostalgici dei tempi ante-litteram, di passati remoti e analogici in cui gli oggetti di uso quotidiano sapevano di umano e gli androidi erano solo il sogno di poche menti proiettate verso un futuro molto lontano, allora siete appena approdati sull’Isola-che-non-c’è. L’idea di Giuseppe Bessero Belti – la cui ricerca ruota attorno al rapporto tra design, natura e nuove tecnologie-... Leggi tutto →

Way Far

Immaginate, solo per un attimo, di aver catturato una piccola ma bellissima farfalla appena venuta al mondo, e di averla tenuta a lungo in trappola nelle vostre mani, racchiudendone il battito d’ali tra le dita. Per la farfalla, non esisterà altra realtà che la penombra claustrofobica della gabbia protettiva che avete creato per lei. Poca aria, poca luce. Il concetto di libertà, per lei, è completamente assente. Al di là di quella grigia realtà così ristretta e definita, la sua coscienza non percepisce nessuna possibile alternativa. Non la immagina neppure.... Leggi tutto →

Amore e altre metropoli

Ha una casa a due passi dall’oceano. A Los Angeles, per la precisione. E lì vive con sua moglie e tutte le sue piante. È un affermato illustratore, artista, designer e art director. Il suo sogno nel cassetto, in realtà, è di ricoprire con le sue illustrazioni un intero aeroplano… Lui è Brian Rea, le sue origini sono per metà irlandesi e per metà italiane. Né sua madre, né suo padre erano artisti, ma avevano un certo talento nel raccontare storielle. Suo nonno era un muratore, un uomo molto riservato,... Leggi tutto →

Ma’agalim

Ma’agalim è un delicato brano in lingua ebraica della band israeliana Jane Bordeaux – il loro stile è il folk-country americano – che esplora il concetto dell’alternarsi dei cicli della vita. Ciò che rende inusuale Ma’agalim* è la clip di animazione con il quale la band ha scelto di lanciarlo per attirare l’attenzione di un pubblico più vasto. Lo short animato, dall’atmosfera un po’ nostalgica, lentamente ci trasporta all’interno di un dispositivo Penny Arcade, molto simile ai vecchi videogames a gettoni che un tempo facevano divertire i ragazzini nelle sale... Leggi tutto →

Se una notte d’estate, un pescatore

Una sera, osservando un gruppo di pescatori indiani impegnati a intrecciare le loro reti, Janet Echelman ne fu affascinata a tal punto da chiedersi se la struttura di una rete poteva essere il presupposto per un nuovo approccio alla scultura: un modo per creare una forma volumetrica, senza ricorrere alla pesantezza dei materiali solidi normalmente usati. Nel 1987, la giovane Janet Echelman si era trasferita a Hong Kong per intraprendere la carriera artistica. Il primo tassello del suo percorso sarebbe stato lo studio delle antiche tecniche cinesi di pittura e... Leggi tutto →

Provocazioni digitali

Un vocabolario formulato sulla base di pulsanti figure dell’assurdo inserite in ambientazioni iperreali e sinistre. Ibridi privati delle proprie emozioni, creature artificiali, androgine ed ermafrodite, ipoteticamente ottenute dall’innesto di parti biomeccaniche in un corpo umano. L’immaginario di Inez e Vinoodh, manipolato digitalmente e privato attentamente di qualunque imperfezione, allude cinicamente alle asettiche estremizzazioni della chirurgia estetica, alle intromissioni dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie nel mondo umano e naturale. L’irrompere inaspettato della manipolazione digitale delle immagini, di cui per primi iniziarono ad esplorare le shockanti potenzialità espressive negli anni ‘90, ha... Leggi tutto →

Abiti sonori

Ballerino, performance artist, scultore, Nick Cave è meglio noto per essere la mente creativa di una serie di psichedeliche creature sonore, da lui denominate Soundsuits. Indubbiamente stravaganti, creazioni ibride e bizzarre che molto devono alla pop art di Andy Warhol, i Soundsuits di Nick Cave sono sculture indossabili concepite dallo stesso artista come costumi da utilizzare durante le sue performance, intelligente pretesto per un’esperienza multisensiorale in grado di amplificare i movimenti della danza contemporanea e creare inaspettati effetti sonori.   Paillettes, bottoni, pelliccia sintetica, capelli e giocattoli si intrecciano solidali... Leggi tutto →

La dimensione dello spirito

Jun Kaneko, nato a Nagoya pochi mesi dopo l’attacco a Pearl Harbor, ancora adolescente non riesce ad adattarsi all’educazione restrittiva che vige nelle scuole giapponesi. L’unica onesta soluzione è disertare la scuola restando a casa, dove inizia di nascosto a disegnare dal vero in assenza di alternative migliori. Scoperto inevitabilmente dalla madre, ottiene la possibilità di un apprendistato presso lo studio dell’artista Satoshi Ogawa ma, consapevole di non avere alcun futuro restando confinato nella terra d’origine, affronta ancora molto giovane la decisione di trasferirsi negli Stati Uniti per approfondire gli... Leggi tutto →

Javier Pérez Estrella aka cintascotch

I. Ciao Javier, le tue opere sono spontanee, di grande impatto visivo e danno nuova vita ad oggetti di uso quotidiano, rappresentati in modo nuovo e poetico. Raccontaci qualcosa riguardo alle tue realizzazioni. J.  Sono sempre ispirato da un’idea o da un oggetto. A volte vedo un oggetto e poi mi viene in mente un’idea, a volte è il contrario. Mi piace usare tutti i tipi di materiali anche se preferisco utilizzare oggetti conosciuti dalla maggior parte delle persone come Oreos, M &M, etc.   I. Hai detto:  Crea ogni giorno. Non importa... Leggi tutto →

La poesia dell’essenziale

 Se a qualcuno venisse in mente di racchiudere in una metafora lo strano mondo immaginifico di Isidro Ferrer (Madrid, 1963), con tutta probabilità prenderebbe a prestito la caffettiera per versi sognata dal machadiano Juan de Mairena: da un lato entra il mondo, dall’altro sale la poesia. È così che l’eccezionale grafico e illustratore spagnolo, una curiosità e un appetito insaziabili per la ricerca intellettuale, elabora la realtà che lo circonda, divorandola con gli occhi per poi traslarla in una dimensione parallela, fatta di poesia visiva, impalpabile e al contempo materica.... Leggi tutto →

Gasp!

La lontanissima isola della Tasmania è progressivamente diventata per l’Australia un interessante punto di riferimento sia nell’ambito del design che in quello dell’architettura del paesaggio. Tra i più notevoli interventi paesaggistici recentemente approntati, anche se ancora solo parzialmente conclusi, è possibile annoverare il Gasp! – acronimo del Glenorchy Arts and Sculpture Park, lungo il fiume Derwent – prima incursione di Room 11 nell’architettura pubblica. Il giovane studio d’architettura australiano ha infatti realizzato un percorso pedonale lungo 3 chilometri che collega le diverse aree dislocate sulle rive del fiume, precedentemente isolate,... Leggi tutto →

La papera e la sposa

“Sono molto delusa. Non amo le regie con troppi piani stretti”. Mi asciugo i lacrimoni, nel buio del cinema, e mi volto di scatto. Nella fila dietro, una papera con velleità da critica sta pontificando in mezzo ai suoi amici. “Poi noioso, banale! Visivamente mi sembra un prodotto dilettantesco. Ho trovato ben scelte le musiche”. Sono incredulo: la papera sta parlando proprio nel momento perfetto per tacere, e cioè quando non sono ancora finiti i titoli di coda di “Io sto con la sposa”. Di molte cose, con l’avanzare degli... Leggi tutto →

I Only Want You To Love Me

Corpi meravigliosamente perfetti, occhi fissi nel vuoto. Dai ritratti di Miles Aldridge emergono inquietanti figure femminili perse nella folla dei propri pensieri e delle proprie paure. I Only Want You to Love Me (Rizzoli, 2013), il surreale volume monografico dedicato all’opera del noto fotografo londinese, trasporta suo malgrado l’osservatore in ciò che a un primo sguardo sembrerebbe un opulento mondo da sogno, in cui una serie di donne in pose drammatiche – fashion victims ipnoticamente sensuali– rivestono ruoli femminili stereotipati.   Casalinghe svampite, segretarie, femmes fatales decadenti, addirittura madonne in... Leggi tutto →

Nella rete dei draghi

L’artista giapponese Toshiko Horiuchi è solita dissacrare le barriere dell’arte contemporanea invitando il suo pubblico a interagire fisicamente e dinamicamente con le sue straordinarie sculture. Cresciuta in un Giappone traumatizzato dalla tragica esperienza atomica, subito dopo la laurea inizia a lavorare come designer di tessuti a New York, sviluppando una progressiva ricerca sulla loro struttura e modalità di applicazione, fino a dar vita con le sue opere al movimento della art fabric.   Col tempo, l’interesse di Toshiko per l’interazione tra corpo umano/spazio/materiale tessile nonché la passione per le masse... Leggi tutto →

La crisi

È innegabile che la parola crisi porti sempre con sé un alone di inquietudine e smarrimento emotivo. Qualunque sia la sua natura, credo che chiunque farebbe volentieri a meno di incontrarla sul proprio cammino. La crisi, tuttavia, non è mai un accadimento casuale. E ciò che implica è, quasi sempre, il tempo di una scelta. Decisiva e cruciale. Nel percorso artistico di Willy Verginer la parola crisi è emersa inaspettatamente, come fa sempre, mettendo a dura prova i punti cardine della sua ricerca personale e destabilizzandone la creatività per dieci... Leggi tutto →

Comfort Zone

Durante un weekend al mare, Tadao Cern decide di recarsi in una spiaggia pubblica in cui non era più stato da quando era bambino. Osservando la gente in spiaggia, inizia a fantasticare sulle loro storie personali semplicemente sulla base degli oggetti che hanno portato con sé.  Si entusiasma talmente nel perdersi in questo gioco innocente che l’indomani si reca nuovamente sulla stessa spiaggia con tutta la sua attrezzatura fotografica, con in mente il progetto per un insolito fotoreportage.   Nella serie fotografica “Comfort Zone” l’architetto e fotografo lituano racconta la... Leggi tutto →

A Period of Juvenile Prosperity

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati». «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare». (Jack Kerouac, On the Road) Nell’estate del 2004, un ragazzo di nome Mike Brodie (Arizona, 1985) – altrimenti noto con lo pseudonimo di Polaroid Kidd – trova una Polaroid SX-70 sul sedile posteriore dell’auto di un suo amico, il quale non esita a regalargliela. Tornato a casa, Mike inizia a scattare delle foto (alla sua BMX, per l’esattezza) e rimane colpito dalla qualità delle immagini che ne ricava. Poco tempo prima, in Florida,... Leggi tutto →

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