La poesia dell’essenziale

 Se a qualcuno venisse in mente di racchiudere in una metafora lo strano mondo immaginifico di Isidro Ferrer (Madrid, 1963), con tutta probabilità prenderebbe a prestito la caffettiera per versi sognata dal machadiano Juan de Mairena: da un lato entra il mondo, dall’altro sale la poesia. È così che l’eccezionale grafico e illustratore spagnolo, una curiosità e un appetito insaziabili per la ricerca intellettuale, elabora la realtà che lo circonda, divorandola con gli occhi per poi traslarla in una dimensione parallela, fatta di poesia visiva, impalpabile e al contempo materica.... Leggi tutto →

La papera e la sposa

“Sono molto delusa. Non amo le regie con troppi piani stretti”. Mi asciugo i lacrimoni, nel buio del cinema, e mi volto di scatto. Nella fila dietro, una papera con velleità da critica sta pontificando in mezzo ai suoi amici. “Poi noioso, banale! Visivamente mi sembra un prodotto dilettantesco. Ho trovato ben scelte le musiche”. Sono incredulo: la papera sta parlando proprio nel momento perfetto per tacere, e cioè quando non sono ancora finiti i titoli di coda di “Io sto con la sposa”. Di molte cose, con l’avanzare degli... Leggi tutto →

Insolenti saturazioni

 Se siete stufi delle solite immagini scattate da fotografi il cui unico e solo intento è quello di ritrarre un mondo fastidiosamente plastificato e privo di difetti, avete ancora una via d’uscita: il suo nome è Ivan Cazzola.  Le sue indagini visive si nutrono di location underground, atmosfere urbane e realtà umane alla deriva, mirando sempre in modo diretto e irriverente al cuore delle cose.   Negli anni 70, Italo Calvino descriveva l’inferno come qualcosa di reale, che ci scorre accanto tutti i giorni, e suggeriva due modi per sopravvivergli.... Leggi tutto →

IKSTTSWLLTI

Comunicare con l’altro è ormai una questione digitale. L’interazione umana è una sostanza rarefatta e impersonale: l’identità reale è ben nascosta, i suoi tratti distintivi sfumati e inafferrabili. Abbiamo dimenticato chi siamo, persino ai nostri sensi siamo entità estranee, e il corpo non può sottrarsi a tale assenza di una solida definizione. Lentamente e in modo impercettibile esso sta pure subendo la sua trasformazione, assecondando il cambiamento interiore e quel senso di sottile smarrimento che ci rende insicuri del nostro apparire. Se il mondo della materialità si dimostra instabile nell’enigma... Leggi tutto →

A Period of Juvenile Prosperity

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati». «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare». (Jack Kerouac, On the Road) Nell’estate del 2004, un ragazzo di nome Mike Brodie (Arizona, 1985) – altrimenti noto con lo pseudonimo di Polaroid Kidd – trova una Polaroid SX-70 sul sedile posteriore dell’auto di un suo amico, il quale non esita a regalargliela. Tornato a casa, Mike inizia a scattare delle foto (alla sua BMX, per l’esattezza) e rimane colpito dalla qualità delle immagini che ne ricava. Poco tempo prima, in Florida,... Leggi tutto →

Hang it on the wall

Nel lontano 1879, Thomas Alva Edison inventava la lampadina a incandescenza. Un oggetto di uso quotidiano dalle straordinarie implicazioni sociali, se si considera il processo di cambiamenti innescati nel mondo dell’arte, dell’architettura, della fotografia e della tecnologia in genere, a partire dalla sua scoperta. Con l’emergere di una coscienza ecologica sempre più attenta ai consumi energetici, la lampadina a incandescenza è stata bandita a partire dal 2009 da qualunque commercializzazione, ma la sua graduale scomparsa ha lasciato alle sue spalle una nostalgica scia carica di storia, di ricordi personali e... Leggi tutto →

Sorelle

A dispetto del verde cognome, Eva ha labbra rossissime e occhi di rara azzurrezza. Schiude le prime per dirmi che mi ama da quando mi ha visto, chiude i secondi per regalarmi un suo bacio. Proprio in quell’istante, quello in cui sto per limonare Eva Green, mi sveglia mia sorella con la solita vociaccia indelicata. Sono risvegli che già di per sé, così improvvisi, mi levano un battito al cuore. Ma questo è peggio: mia sorella mi sveglia con una notizia. Se ne va di casa, va a convivere: il... Leggi tutto →

Seconda stella a destra…

Una passione irriducibile per le opere letterarie e teatrali, i libri, la carta. Così la cultura si trasforma in giocosa e coinvolgente creatività. Roberta Cortese, artista torinese con un background da attrice, autrice e regista teatrale, ha infuso la propria innegabile inclinazione in un brand che al tempo stesso è un singolare progetto artistico indipendente.   Il suo Satyrika è un rifugio incantato intriso di magiche suggestioni da cui farsi rapire se si è appassionati di letteratura. Un piccolo universo in cui Roberta ha riversato l’esperienza accumulata in ambito teatrale,... Leggi tutto →

Quel che Elena non dice

Dedicarsi all’illustrazione non fu affatto una scelta, ma piuttosto qualcosa che il destino mise sulla sua strada. Semplicemente doveva essere così. Elena non avrebbe potuto evitarlo. Accadde nel 1997, per l’esattezza, ma in realtà tutto aveva avuto inizio molto tempo prima, quando era ancora una bambina. Un passo dopo l’altro, senza alcuna fretta o ambizione, Elena Odriozola (nata nei Paesi Baschi), ha continuato per lungo tempo il suo percorso di illustratrice seguendo il proprio istinto e senza accettare troppi compromessi: perché uno non dovrebbe mai preoccuparsi delle aspettative altrui –... Leggi tutto →

Biologia dell’inorganico

«La fotografia creativa non riproduce il visibile, lo rende visibile… non lo guarda soltanto, lo fa vedere». (Franco Fontana, Intervista, 2003) L’esercizio di riflessione sull’estetica della forma urbana attraverso il linguaggio fotografico riveste da lungo tempo un ruolo essenziale nella definizione di una coscienza visiva della città, in modo particolare nei suoi abitanti, abituati a muoversi meccanicamente tra le architetture che la compongono e a subirne passivamente la presenza, senza la possibilità di stabilire un atteggiamento critico nei loro confronti. Eppure le metropoli contemporanee, lungi dall’essere semplici agglomerati di edifici... Leggi tutto →

Shaping Sugar

Amelia Desnoyers, scultrice con una discreta esperienza nell’arte pasticcera, ha inventato con intelligenza giocosa e piglio sperimentale un nuovo modo di concepire il food design, sfiorando incuriosita il senso dell’effimero e le possibili mutazioni di stato della materia. Sfruttando alcune semplici reazioni chimiche, la ventinovenne designer parigina propone con ironia un differente approccio all’esperienza del bere, permettendo a un banale ingrediente da cucina di tramutarsi in un curioso elemento in grado di definire forme dal design inatteso e dalle molteplici funzionalità. Il progetto Shaping Sugar si basa sulla possibilità di... Leggi tutto →

Il principio di Schrofer

Jurriaan Schrofer (1926 -1990) aveva basato la sua curiosità su un semplice principio: “why make it simple if you can make it complicated?” Era chiaro che a un’intelligenza multiforme come la sua il minimalistico concetto del less is more, per noi oggi così indispensabile, stava inevitabilmente un po’ stretto. Erano senza dubbio tempi, i suoi, in cui la voglia di sperimentare e lasciar spaziare la mente in tutte le possibili direzioni inesplorate si sentiva più pressante. Erano tempi creativamente meno aridi dei nostri, con vincoli più umani che tecnologici e,... Leggi tutto →

Strati di percezione

Nobuhiro Nakanishi ha una piccola ossessione: rendere più intensa la percezione del mondo che ci circonda. Da diverso tempo, infatti, l’artista giapponese traspone e cattura all’interno delle sue sculture le sensazioni di un corpo che fisicamente immerge i propri sensi nell’esperienza di un paesaggio, dilatandone gli effetti nello spazio e nel tempo. In un mattino nebbioso, in un bosco innevato, in un paesaggio urbano avvolto dal crepuscolo la nostra percezione subisce in modo inevitabile la contrazione del tempo, impedendoci di sentirci realmente parte di ciò che osserviamo.   Le installazioni... Leggi tutto →

Even the wind gets lost

Un vento leggero che riporta ai ricordi d’infanzia ha lasciato atterrare a Milano 300 aeroplanini in alluminio di vari colori e dimensioni, in un allegro tributo alla città di Milano, nido artistico del duo Blue & Joy nato nel 2005, ormai da tempo residente a Berlino. In occasione della Triennale Design Museum, il giocoso battito d’ali dei paper planes di Fabio La Fauci e Daniele Sigalot, sono infatti protagonisti della personale “Blue and Joy. Dear Design + Even the wind gets lost” curata da Lorenzo Palmeri. Un progetto multiforme che... Leggi tutto →

Relazioni Reciproche

Relazioni Reciproche è un progetto che indaga il “processo di creazione collettiva condivisa”, una modalità operativa che si sta ampiamente diffondendo non solo nella sfera sociale, ma anche in quella culturale. La mostra esplora gli esordi del processo che induce l’artista ad abbandonare la creazione solitaria in favore della ricerca condivisa, attraverso i lavori di sette coppie di giovani artisti italiani: Alis-Filliol, Bianco-Valente, Botto&Bruno, Cuoghi Corsello, Ferrario Frères, Mocellin Pellegrini, Richard Sympson. Il lavoro in coppia fonde le singole personalità verso una soggettività nuova; emerge un lavoro artistico che non... Leggi tutto →

Pardon my dust

Con tutta probabilità, nulla può incarnare simbolicamente il concetto di imperfezione meglio di un Mandala.  Nelle tradizioni più antiche, il Mandala è inteso come una complessa e meravigliosa immagine dotata di una struttura geometrica e cromatica che, fondendosi l’una nell’altra, sono in grado di proiettare la mente in una dimensione creativa tale da lasciar scaturire una visione intuitiva fondamentale per comprendere il carattere transitorio dei fenomeni impermanenti. I Mandala sono essenzialmente veicoli temporanei per la meditazione. Solitamente richiedono pazienza e lunghi tempi di costruzione, terminata la quale si è in... Leggi tutto →

La ribellione delle pªroΓә

Una delle cose più difficili che un bambino debba affrontare durante la sua infanzia è imparare a leggere: un processo che solitamente viene assimilato nel volgere di pochi anni. Nell’universo percettivo di un bimbo dislessico, tuttavia, l’apprendimento è molto più arduo poiché il mondo dei grafemi appare inevitabilmente confuso e inafferrabile. La dislessia ostacola infatti la decodifica sequenziale delle sillabe, spingendo la componente intuitiva a prevalere, con inevitabili errori nell’interpretazione dei testi. Talvolta però una simile disabilità può tramutarsi in una componente creativa dalle potenzialità inestimabili. Sembra solo una fiaba,... Leggi tutto →

guardare e non toccare

Si sta facendo tardi, la cena è andata per le lunghe. Il più nervoso sembra essere Eddie: provo a rassicurarlo con un’occhiata, ma non funziona. Lara, la bella del paese, è seduta  proprio di fronte a me. Ad un tratto, senza dire una parola, comincia a slacciarsi la camicetta bottone dopo bottone, fino a scoprirsi il seno sinistro. Eddie se ne accorge, e non resiste neanche un attimo: subito le è addosso, e prende tra le sue labbra il capezzolo turgido. Eddie ha cinque giorni, è un gran mangione, ed è il figlio di Lara e del... Leggi tutto →

Una mosca in volo

Nel 1967, quando Bill Eggleston arrivò a New York portando con sé una serie di diapositive a colori che di lì a poco avrebbero ridefinito il modo di intendere la fotografia, egli non era altro che una fastidiosa anomalia. Tra i primi a non disdegnare l’uso del colore, aveva anche il difetto di trasgredire le regole basilari imposte dai circoli intellettuali dell’epoca, trattando i luoghi comuni e la banale quotidianità come soggetti d’arte. I suoi scatti nascevano dal bisogno di allontanare l’insidiosa abitudine di ignorare certi dettagli dell’ambiente circostante, solitamente... Leggi tutto →

In falso veritas

Le storie più intriganti sono spesso quelle in cui lo straordinario fa breccia nella quotidianità e nell’ordinario. Storie che si nascondono in piena vista, mimetizzate in un sottofondo di rumore bianco e banalità. Storie che sono difficili da riconoscere a prima vista ma che si guadagnano subito un alone di mistero e meraviglia. Una di queste è la storia del cinquantasettenne americano Mark Landis. Ad un primo sguardo il signor Landis appare come un tranquillo e taciturno pensionato del Mississippi. Un uomo dall’apparenza modesta, che ispira fiducia. Un tipo qualunque... Leggi tutto →

Marimekko

  L’interesse emerso in tempi recenti nei confronti del design minimalistico è il segno inequivocabile di un affinamento delle esigenze contemporanee, così come l’attrazione nei confronti di una ricerca tesa a privilegiare un’estetica innovativa che muova in direzioni inconsuete e visionarie. Se considerato in quest’ottica, non può stupire l’irriverente linguaggio affiorato dalle ultime creazioni di alcuni giovani designers e brand scandinavi, né il rapido affermarsi del loro inatteso quanto accattivante codice estetico. Le ragioni sono certamente da ricercare nella radicata tendenza al minimalismo pragmatico tipico dei Paesi nordici, nella cura... Leggi tutto →

l’ego

L’attività ludica è più che un semplice divertimento: la pedagogia insegna che è qualcosa di spontaneo e costituisce un mezzo per sperimentare e conoscere il mondo, dove la realtà,  manipolata e trasformata, diventa un tramite per imparare a conoscere se stessi. Come molti, credo di aver trascorso infinite giornate ad incastrare mattoncini colorati e a far  interagire quei piccoli personaggi dalla testa gialla. Grandi discorsi di avventure spaziali, conquiste, automobili, ponti, torri altissime… Ad oggi me ne è rimasto uno, solitario, che (probabilmente) continua a compiere gesta eccezionali nel fondo... Leggi tutto →

Nel labirinto della memoria

chiharu shiota

 Le nostre esistenze, insieme agli oggetti che possediamo e usiamo quotidianamente, sono soggette all’inesorabile trasformazione del tempo. Ciò che alla percezione dei nostri sensi appare statico e invariabile in realtà è fluidamente in evoluzione. Tutto, si sa, è in continuo divenire. Le architetture, gli spazi, i vestiti che indossiamo, le cose a cui siamo legati emotivamente e con cui solitamente tendiamo a identificarci, col tempo si impregnano invisibilmente di significati inconsci di cui tuttavia non abbiamo sentore. Abbandoniamo oggetti in disuso perché ormai logori, lasciamo un luogo per trasferirci in... Leggi tutto →

Tra realtà e fantasia

Atmosfere oniriche, visioni, nulla sembra reale. Foto senza tempo, avvolte da un velo di malinconia, intimità, mistero e dall’aspetto decadente. La fotografia che diventa quasi pittura: bianco, nero, colore. Sogni visti attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, visioni senza tempo, leggere, dai contorni distorti, rarefatti. Le opere di Sarah Moon ricordano quel sogno che al risveglio rischia di svanire dalla memoria, la ricerca di imprimere ciò che è impossibile e certe volte difficile da ricordare.   Ecco nascere queste fotografie che fissano sulla pellicola quello che di solito capita nell’inconscio,... Leggi tutto →

DO NOT TOUCH!

Migliaia di puntatori si muovono in un flusso uniforme. Un’esperienza interattiva nata da un movimento di un oggetto di uso comune. Quasi un moto migratorio.  Do Not Touch è il titolo di questo particolare esperimento dello studio Moniker di Amsterdam. I fondatori, Luna Maurer, Jonathan Puckey e Roel Wouters hanno realizzato questo video interattivo per la band “light light” come secondo progetto di una serie iniziata con “pointer pointer“, nata per celebrare “l’imminente (pare) fine dell’umile puntatore del mouse” a causa delle tecnologie touch.   After 50 years of pointing... Leggi tutto →

La sospensione del tempo

  Una fotografia, solitamente, è considerata il risultato di un processo di natura meccanica e pertanto la sua consistenza non può che appartenere al reame della razionalità. Una fotografia è la prova tangibile del reale. Eppure all’affiorare delle immagini impresse sulla carta, nello spazio intimo della camera oscura, quella realtà emana l’odore fresco di una narrazione imprevista che lentamente si svela agli occhi di chi la osserva. Le fotografie, talvolta, sono in grado di cogliere dettagli impercettibili all’occhio umano e tali da possedere l’essenza dell’indeterminazione, i cui effetti sembrerebbero molto... Leggi tutto →

La linea invisibile

Calore, segni monocromatici, rotoli di carta bianca. Il fascino del non-inchiostro che si spande, crea giochi di ombre, sfumature. La carta diventa la vera protagonista, solo lei, niente inchiostro, “la carta come mezzo e risultato”. I materiali utilizzati: tamponi di legno, bacchette di vetro, cilindri di metallo, una piastra, lampadine, spazzole, acqua, vapore.  Durante la scorsa Dutch Design Week ad Eindhoven, all’interno di C-Fabriek, venivano suggerite delle alternative all’industrializzazione, alla produzione e al consumo. Durante la settimana c’erano dimostrazioni dal vivo dove i designer lavoravano e i visitatori potevano interagire... Leggi tutto →

Incoerenza di pensiero

Una sovrapposizione di segni non casuali graffia l’anima di figure surreali. Volti umani e corpi intersecati da elementi del regno animale, riflettono in profondità certi assurdi aspetti della natura umana. I soggetti di Russ Mills raccontano un mondo senza filtri, fatto di superficialità, paure e isolamento; talvolta sfiorano tematiche socio-politiche. Tutto nella più piena esplosione sensoriale del segno grafico.   Russ Mills ha un debole per le biro e le usa per schizzare ritratti di amici e ragazzi di strada giapponesi. Racconta d’aver assistito, una volta, a una scena piuttosto... Leggi tutto →

The Alchemy of Light

Proiezioni luminose incorporee distorcono la percezione dello spazio scenografico entro cui Joel Sebastian, acrobata del Cirque du Soleil, effettua incredibili movenze calcolate. Interagendo in sincrono con i misteriosi personaggi che animano un landscape virtuale interamente creato dalla sua immaginazione, l’artista ci conduce in un viaggio che svela i segreti di un antico libro: The Alchemy of Light.   Tra le forme d’arte contemporanea più emozionali emerse negli ultimi anni, la Projection Mapping appare, più di altre, in grado di aprire un’infinità di sentieri nella creatività di artisti particolarmente eclettici ed... Leggi tutto →

Perdere la faccia

  Pennellate di colori ad olio cancellano e distruggono i soggetti di Jesùs Leguizamo, che libera figure umane dalle fattezze del proprio viso e trova nuove forme e rappresentazioni dell’essenza dell’individuo. Chissà se Jesùs Leguizamo, pittore di Bogotà conosce Pirandello e le sue riflessioni sulla dicotomia apparenza/sostanza di un soggetto, tra il suo essere e l’immagine che il mondo esterno percepisce. Resta che il fulcro del suo lavoro si sviluppa intorno al corpo e la fragilità della sua immagine, alla ricerca del gesto pittorico che riesca a cogliere l’essenza della figura rappresentata... Leggi tutto →

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