TIME-FREE ZONE

Se esistesse una time-free zone, ovvero un luogo in cui lo scorrere del tempo non è scandito e rigorosamente regolamentato, non vorreste andarci in un lampo? Non so voi, ma pensando all’eventualità da una prospettiva fatta di ritmi frenetici, lavori da dover consegnare per il giorno prima e una perenne sensazione di non avere mai abbastanza tempo a disposizione, soprattutto per quanto riguarda i momenti di svago e relax, l’idea pare allettante. All’inizio di questa estate l’idea di una “terra senza tempo” era parsa concretizzarsi: aveva infatti fatto il giro... Leggi tutto →

Equivoci

È estate, abito al quinto piano di un appartamento in città e ho caldo. È mattina, è già caldo. Apro la finestra. Ancora più caldo. Caldo e rumore. Cambio stanza. Ripeto. Stesso risultato, ma scenario diverso. Mi abbandono alla contemplazione, unica azione amica delle alte temperature. Giù c’è la strada rombante di automobili e squillante di telefoni, urlante di bambini in vacanza, compagna di pause caffè e confidente di chiacchiere tra vicini. Più su qualche finestra perduta in alto nel sole, proiettata nel silenzio del cielo, intenta a guardare le... Leggi tutto →

Jagärhär, io sono qui contro trolls e haters

Jagärhär, la diffusione dell'amore parla svedese

E’ necessaria una rieducazione, una mobilitazione di massa contro l’odio, che con facilità serpeggia online. Un post dopo l’altro, giorno dopo giorno i commenti negativi e inquietanti nelle bacheche social si autoalimentano. Una battuta sgradevole, una provocazione, un crescere di insulti, la condivisione di notizie false: siamo sicuri che tutto questo rappresenti realmente la nostra popolazione e che non si possa fare altro che leggere dissentendo? Mina Dennert ha pensato che no, guardare la diffusione di odio e disinformazione è un fenomeno che può e va combattuto. I conflitti scatenati... Leggi tutto →

Street art senza street

A Milano manifesto di protesta contro la mostra su Banksy A Visual Protest

Per il mio prossimo pezzo su Imperfect, cioè questo, l’editore mi ha concesso di usare una sola parolaccia. Starò attento a giocarmela bene, considerando che l’argomento che tratterò è di quelli che mi fanno parecchio incazzare. Ops. Lo spunto viene da un paio di notizie recenti, riguardanti il mondo della Street Art: la prima è la polemica scatenata dal manifesto di Andrea Villa che raffigura Salvini imbavagliato davanti a una stella delle BR; la seconda è la provocazione di Mr Savethewall, che ha affisso dei manifesti che annunciano la morte... Leggi tutto →

Guida rapida per tornare indietro nel tempo (a bere!)

“Sembra che aboliranno il proibizionismo. Cosa farà?” “Andrò a bere un bicchiere!” Se avete riconosciuto la citazione, continuate a leggere, queste righe fanno per voi! Altrimenti vi consigliamo un ripassino de Gli intoccabili di Brian De Palma: chi pronuncia la domanda è un giornalista, chi risponde è Eliot Ness, che ha appena inchiodato Al Capone in uno storico processo per evasione fiscale. Non è un caso che siano le battute finali del film: con l’arresto del gangster più famoso del mondo e con la fine del proibizionismo – il 5... Leggi tutto →

La condivisione ci salverà

fotografia di Antonio Rochira per You Die

Per il lungo weekend di Ognissanti, ho pensato di preparare un lungo post sul trend topic della settimana: la #morte. Chi si aspettava #fabriziocorona, può smettere di leggere. In particolare parlerò di You Die, il film che ha rappresentato l’Italia all’ultimo ScreamFest (il festival dell’horror) di Los Angeles, aggiudicandosi il premio alla miglior fotografia (Davide Piazzolla). Il film uscirà presto in Italia: la produzione mi ha concesso il privilegio di vederlo in anteprima, anche perché vi ho partecipato con un piccola consulenza di sceneggiatura. Quando mi arrivò la versione provvisoria... Leggi tutto →

che bella Anna che balla

Nel nostro palazzo, parecchi piani più in giù rispetto a noi, viveva Anna. Probabilmente avrete sentito parlare di lei, oppure se siete stati fortunati l’avete vista dal vivo, mentre ballava in giro per strada: a una manifestazione, a una processione, a una festa rionale, davanti a un locale. Anna non aveva gusti difficili: bastava che ci fosse della musica e lei si metteva a ballare, dimenando ogni parte del suo corpo, con entusiasmo, con gioia, con sfrontatezza. Cercando su internet troverete diversi video che la ritraggono, purtroppo dovrete digitare “Anna... Leggi tutto →

Fratellanza ed empatia.

Hugo Viana e Alejandro Viana sono due fratelli e due artisti colombiani, rispettivamente del ’73 e ’76. Decidono di collaborare artisticamente insieme per incoraggiare una riflessione continua e costante su quelle categorie considerate “ristrette” del panorama estetico delle arti visive contemporanee, istituendo spesso e volentieri un dibattito tra le azioni più primitive dell’essere umano e il significato dell’arte contemporanea stessa. La loro filosofia è essenzialmente questa: Everything our artwork is a poetic gesture in fullness expansion inside the way of conscious dreams and creative reveries, a blurred trace of images... Leggi tutto →

Elettrodermìa

In un ipotetico scenario futuribile, non troppo lontano dalla nostra attuale realtà, emergono gli strani elettro-insetti di Julie Chappell, affascinante mutazione genetica di forme naturali che prendono vita dai resti del preoccupante inquinamento che l’umanità ha accumulato nel tempo sulla Terra, incurante delle sue conseguenze. L’originale serie Computer Bugs, creata dall’artista britannica Julie Alice Chappell, è una collezione di insetti alquanto insoliti: si tratta di bellissime sculture in miniatura ottenute assemblando pazientemente componenti elettronici di scarto, provenienti da vecchi computer, smartphone in disuso o video games da tempo rotti e... Leggi tutto →

Bendito Machine V

Bendito Machine, la nota serie di cortometraggi ideati dall’illustratore Jossie Malis, narra le sconquassate avventure di una ipotetica civiltà che si compone di organismi dotati di una mentalità molto semplice e succubi della relazione che hanno instaurato con i loro complessi e quasi ipnotici macchinari. Le creature di Malis, stordite dal mondo che le circonda, sono tanto delicate quanto ingenue e sopravvivono in uno stato di dipendenza perpetua dai loro artefatti. Le affascinanti e intricate silhouettes del mondo di Bendito Machine rappresentano da sempre l’intelligente pretesto che ci ha consentito,... Leggi tutto →

Arte al punto G.

Marzo è un mese che ne capitano, di cose. Ad esempio: Banksy ha aperto un hotel a Betlemme, Emma Dante ha debuttato con il suo spettacolo Bestie di scena e io sono andato per la prima volta all’Ikea. Tre avvenimenti che sembrano essere completamente scollegati, ma a ben guardare non c’entrano una mazza l’uno con l’altro. Se non per il fatto che ho imparato qualcosa. Andiamo con ordine. IKEA All’Ikea mi ci ha portato G., un po’ ingannandomi e un po’ promettendomi del cibo. Una volta entrato, ho capito almeno... Leggi tutto →

Verità nascoste

Se la danza è solitamente intesa come la poetica espressione di un corpo in movimento o, volendo usare le parole della leggendaria Marta Graham, “il linguaggio nascosto dell’anima”, la sua bellezza cela una realtà a volte brutale: una inflessibile lotta fisica per poter sfiorare la perfezione artistica. Una dualità significativa, che smettiamo di percepire nel momento in cui il sipario viene sollevato ed ha inizio l’ipnotica e impalpabile sequenza del racconto coreografico. La determinazione e il sacrificio, le vulnerabilità dei ballerini di altissimo livello sono il soggetto che ha ispirato... Leggi tutto →

Super Flemish

Nel progetto Super Flemish, lo stravagante fotografo francese Sacha Goldberger si chiede che aspetto avrebbero avuto i super eroi della cultura contemporanea se fossero stati personaggi nati tra il Quattrocento e il Settecento. Con un progetto durato circa due anni, e avvalendosi di un team di 110 professionisti tra cui costumisti, esperti in grafica digitale e modelli somiglianti agli eroi della Marvel o tratti dalla celebre saga cinematografica Star Wars, Sacha è riuscito nell’intento di ritrarre intramontabili icone della cultura americana con le medesime tecniche utilizzate dai pittori fiamminghi del... Leggi tutto →

Il senso di un esilio

Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Amore e altre metropoli

Ha una casa a due passi dall’oceano. A Los Angeles, per la precisione. E lì vive con sua moglie e tutte le sue piante. È un affermato illustratore, artista, designer e art director. Il suo sogno nel cassetto, in realtà, è di ricoprire con le sue illustrazioni un intero aeroplano… Lui è Brian Rea, le sue origini sono per metà irlandesi e per metà italiane. Né sua madre, né suo padre erano artisti, ma avevano un certo talento nel raccontare storielle. Suo nonno era un muratore, un uomo molto riservato,... Leggi tutto →

Ombre cinesi

Due bambini si avventurano in un prato incuriositi dalla loro esplorazione e un ragazzo osserva pieno di stupore il volo di una libellula. Due compagni di giochi lasciano trasparire il senso di anticipazione di una nuotata estiva e alcuni pesci appena pescati saltano ritmicamente davanti agli occhi sgranati di un bimbo, attratto dal loro ultimo ed energico guizzo di vita. Sono solo alcuni dei racconti sognanti di Huan Xiaoliang, emergente artista cinese che esprime in immagini la sua visione nostalgica dei ricordi d’infanzia e di quelle atmosfere ingenue e innocenti... Leggi tutto →

Ma’agalim

Ma’agalim è un delicato brano in lingua ebraica della band israeliana Jane Bordeaux – il loro stile è il folk-country americano – che esplora il concetto dell’alternarsi dei cicli della vita. Ciò che rende inusuale Ma’agalim* è la clip di animazione con il quale la band ha scelto di lanciarlo per attirare l’attenzione di un pubblico più vasto. Lo short animato, dall’atmosfera un po’ nostalgica, lentamente ci trasporta all’interno di un dispositivo Penny Arcade, molto simile ai vecchi videogames a gettoni che un tempo facevano divertire i ragazzini nelle sale... Leggi tutto →

Se una notte d’estate, un pescatore

Una sera, osservando un gruppo di pescatori indiani impegnati a intrecciare le loro reti, Janet Echelman ne fu affascinata a tal punto da chiedersi se la struttura di una rete poteva essere il presupposto per un nuovo approccio alla scultura: un modo per creare una forma volumetrica, senza ricorrere alla pesantezza dei materiali solidi normalmente usati. Nel 1987, la giovane Janet Echelman si era trasferita a Hong Kong per intraprendere la carriera artistica. Il primo tassello del suo percorso sarebbe stato lo studio delle antiche tecniche cinesi di pittura e... Leggi tutto →

Surreale, ma Vergez

Raccontare Richard Vergez implica una banale quanto essenziale precisazione iniziale: non è lui che ha inventato il collage. Il collage è una tecnica concepita agli inizi del Novecento per la creazione di opere d’avanguardia, adottata inizialmente dagli esponenti del Cubismo, mentre più tardi assunse tratti tridimensionali più complessi nei movimenti Neo-Dada e nella Pop Art. Il XXI secolo ne ha visto una inattesa evoluzione, influenzandola con le sue atmosfere elettroniche e incoerenti, e intingendola in un purismo essenziale ed enigmatico, sporcata solo da uno sguardo un po’ retrò in contrasto... Leggi tutto →

AAAnima cerca anima

Nel 2016 saremo sette miliardi e quattrocento milioni e tutti dobbiamo mangiare. Un metodo usuale per procurarsi il cibo è lavorare. Per questa ragione, temo, viviamo in un’epoca di corsi e di club. I corsi danno lavoro a chi li tiene¹ e vengono frequentati perché danno un titolo a chi li frequenta. I titoli, per essere desiderabili, devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un’identità, l’iscrizione più o meno ufficiale a un club. I club per essere ambìti devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un lavoro. E il modo... Leggi tutto →

Provocazioni digitali

Un vocabolario formulato sulla base di pulsanti figure dell’assurdo inserite in ambientazioni iperreali e sinistre. Ibridi privati delle proprie emozioni, creature artificiali, androgine ed ermafrodite, ipoteticamente ottenute dall’innesto di parti biomeccaniche in un corpo umano. L’immaginario di Inez e Vinoodh, manipolato digitalmente e privato attentamente di qualunque imperfezione, allude cinicamente alle asettiche estremizzazioni della chirurgia estetica, alle intromissioni dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie nel mondo umano e naturale. L’irrompere inaspettato della manipolazione digitale delle immagini, di cui per primi iniziarono ad esplorare le shockanti potenzialità espressive negli anni ‘90, ha... Leggi tutto →

L’ora del tè

Il suo nome è oggi per lo più sconosciuto al di fuori della cerchia degli appassionati di fotografia, ma in un certo senso Tony Ray-Jones è colui che ha influenzato in modo riconoscibile intere generazioni di fotografi inglesi. Tra il 1966 e il 1969, Ray-Jones lavorò instancabilmente ad un’ambiziosa serie di fotografie dal deciso carattere antropologico, che per la sua epoca erano considerate addirittura “esotiche” e commercialmente poco apprezzabili.   La sua idea consisteva nel catturare un’arguta visione della società inglese – la sua aura, il suo potenziale nostalgico e... Leggi tutto →

L’elefante nella stanza

Elephant in the room è una tipica ed efficace espressione inglese apparsa per la prima volta nel 1959 in un articolo pubblicato sul New York Times. Solitamente la si usa per denunciare la gravità di una situazione talmente palese che normalmente sarebbe impossibile da ignorare; ciononostante una maggioranza di osservatori (mossi più frequentemente dalla volontà di compiacere il potere politico) sceglie assurdamente di tacere fingendo di non accorgersene. Ecco. Oliviero Toscani (Milano, 1942) non è mai stato tipo da starsene zitto di fronte a una scomoda verità. Non si può... Leggi tutto →

Dissolvere il limite

È il 1984. Un tempo in cui l’interattività non è altro che un’idea latente, un desiderio non ancora innescato, una potenzialità silenziosamente sommersa nell’immaginario di pochi artisti. Lo schermo a tubo catodico è l’unico mezzo disponibile per trasmettere immagini elettroniche. Il collettivo Studio Azzurro, appena agli inizi di quel che diventerà un percorso denso di esperienze emblematiche nel campo della ricerca multimediale, compie un passo inaspettato varcando audacemente la sacralità di una soglia fino a quel momento solo intuitiva. L’opera dal nome Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) è... Leggi tutto →

Fragili interferenze

Sospesi in una dimensione illusoria e poetica, gli abiti creati da Ying Gao appaiono come in bilico tra la condizione di oggetti d’arte concettuale e il frutto di un’affascinante esplorazione nell’intricato territorio delle tecnologie sensoriali. Come misteriose e attraenti creature cinetiche, essi si schiudono, respirano, si trasformano impercettibilmente. I contorni fisici del corpo che racchiudono sono modificati da interferenze esterne (suoni, luci, movimento, sguardi) e l’abito si muove in un reame di aleatorietà che lo rende simile a un fragilissimo bozzolo protettivo. La ricerca di Ying Gao – designer e... Leggi tutto →

Abiti sonori

Ballerino, performance artist, scultore, Nick Cave è meglio noto per essere la mente creativa di una serie di psichedeliche creature sonore, da lui denominate Soundsuits. Indubbiamente stravaganti, creazioni ibride e bizzarre che molto devono alla pop art di Andy Warhol, i Soundsuits di Nick Cave sono sculture indossabili concepite dallo stesso artista come costumi da utilizzare durante le sue performance, intelligente pretesto per un’esperienza multisensiorale in grado di amplificare i movimenti della danza contemporanea e creare inaspettati effetti sonori.   Paillettes, bottoni, pelliccia sintetica, capelli e giocattoli si intrecciano solidali... Leggi tutto →

La dimensione dello spirito

Jun Kaneko, nato a Nagoya pochi mesi dopo l’attacco a Pearl Harbor, ancora adolescente non riesce ad adattarsi all’educazione restrittiva che vige nelle scuole giapponesi. L’unica onesta soluzione è disertare la scuola restando a casa, dove inizia di nascosto a disegnare dal vero in assenza di alternative migliori. Scoperto inevitabilmente dalla madre, ottiene la possibilità di un apprendistato presso lo studio dell’artista Satoshi Ogawa ma, consapevole di non avere alcun futuro restando confinato nella terra d’origine, affronta ancora molto giovane la decisione di trasferirsi negli Stati Uniti per approfondire gli... Leggi tutto →

Javier Pérez Estrella aka cintascotch

I. Ciao Javier, le tue opere sono spontanee, di grande impatto visivo e danno nuova vita ad oggetti di uso quotidiano, rappresentati in modo nuovo e poetico. Raccontaci qualcosa riguardo alle tue realizzazioni. J.  Sono sempre ispirato da un’idea o da un oggetto. A volte vedo un oggetto e poi mi viene in mente un’idea, a volte è il contrario. Mi piace usare tutti i tipi di materiali anche se preferisco utilizzare oggetti conosciuti dalla maggior parte delle persone come Oreos, M &M, etc.   I. Hai detto:  Crea ogni giorno. Non importa... Leggi tutto →

Broken Butterflies

Fragile e incantevole, il volo di una farfalla può rapire in un attimo il nostro sguardo coi suoi colori elettrici e le sue misteriose traiettorie. Il battito rapido delle sue ali possiede la delicata leggerezza di un sogno, ma come tutti i sogni è destinato a scomparire in un tempo talmente breve da consentirci appena di sfiorarlo. Forse mossa dal desiderio di rendere questo tempo indefinitamente più lungo, l’artista Anne Ten Donkelaar è riuscita, con un pizzico di inventiva, a creare una curiosa e affascinante serie di insetti ibridi concepiti... Leggi tutto →

La poesia dell’essenziale

 Se a qualcuno venisse in mente di racchiudere in una metafora lo strano mondo immaginifico di Isidro Ferrer (Madrid, 1963), con tutta probabilità prenderebbe a prestito la caffettiera per versi sognata dal machadiano Juan de Mairena: da un lato entra il mondo, dall’altro sale la poesia. È così che l’eccezionale grafico e illustratore spagnolo, una curiosità e un appetito insaziabili per la ricerca intellettuale, elabora la realtà che lo circonda, divorandola con gli occhi per poi traslarla in una dimensione parallela, fatta di poesia visiva, impalpabile e al contempo materica.... Leggi tutto →

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