Elettrodermìa

In un ipotetico scenario futuribile, non troppo lontano dalla nostra attuale realtà, emergono gli strani elettro-insetti di Julie Chappell, affascinante mutazione genetica di forme naturali che prendono vita dai resti del preoccupante inquinamento che l’umanità ha accumulato nel tempo sulla Terra, incurante delle sue conseguenze. L’originale serie Computer Bugs, creata dall’artista britannica Julie Alice Chappell, è una collezione di insetti alquanto insoliti: si tratta di bellissime sculture in miniatura ottenute assemblando pazientemente componenti elettronici di scarto, provenienti da vecchi computer, smartphone in disuso o video games da tempo rotti e... Leggi tutto →

L’Observatoire de la lumière

L’ultima opera firmata dal noto artista francese Daniel Buren, intitolata L’Observatoire de la lumière, è un perfetto connubio tra colori, trasparenza e luce. Un tentativo, provocatorio e incantevole, di aprire in forma temporanea un dialogo creativo con la ormai celebre architettura di Frank Ghery, che nella Fondazione Louis Vuitton (2014) – un complesso che sorge all’interno del Bois de Boulogne a Parigi, pensato come centro per l’arte, la musica ed altri eventi culturali – incarna follemente il desiderio di stimolare un insolito approccio percettivo nei suoi visitatori. Nell’installazione di Daniel... Leggi tutto →

Bendito Machine V

Bendito Machine, la nota serie di cortometraggi ideati dall’illustratore Jossie Malis, narra le sconquassate avventure di una ipotetica civiltà che si compone di organismi dotati di una mentalità molto semplice e succubi della relazione che hanno instaurato con i loro complessi e quasi ipnotici macchinari. Le creature di Malis, stordite dal mondo che le circonda, sono tanto delicate quanto ingenue e sopravvivono in uno stato di dipendenza perpetua dai loro artefatti. Le affascinanti e intricate silhouettes del mondo di Bendito Machine rappresentano da sempre l’intelligente pretesto che ci ha consentito,... Leggi tutto →

Verità nascoste

Se la danza è solitamente intesa come la poetica espressione di un corpo in movimento o, volendo usare le parole della leggendaria Marta Graham, “il linguaggio nascosto dell’anima”, la sua bellezza cela una realtà a volte brutale: una inflessibile lotta fisica per poter sfiorare la perfezione artistica. Una dualità significativa, che smettiamo di percepire nel momento in cui il sipario viene sollevato ed ha inizio l’ipnotica e impalpabile sequenza del racconto coreografico. La determinazione e il sacrificio, le vulnerabilità dei ballerini di altissimo livello sono il soggetto che ha ispirato... Leggi tutto →

Il senso di un esilio

Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Tellas

Fabio Schirru, noto come Tellas, è considerato uno degli artisti contemporanei più interessanti tra i tanti nomi che spiccano attualmente sulla scena mondiale della Street Art. Trentenne, di origini cagliaritane, Tellas ha sviluppato negli ultimi anni una ricerca del tutto personale e un linguaggio creativo a dir poco singolare, derivanti da un’estetica non urbana ispirata alle aride terre della Sardegna dove è cresciuto. Attraverso una visione intima, questo giovane street artist rielabora elementi compositivi del paesaggio naturale, dando origine a un processo meditativo il cui frutto è una esperta combinazione... Leggi tutto →

Way Far

Immaginate, solo per un attimo, di aver catturato una piccola ma bellissima farfalla appena venuta al mondo, e di averla tenuta a lungo in trappola nelle vostre mani, racchiudendone il battito d’ali tra le dita. Per la farfalla, non esisterà altra realtà che la penombra claustrofobica della gabbia protettiva che avete creato per lei. Poca aria, poca luce. Il concetto di libertà, per lei, è completamente assente. Al di là di quella grigia realtà così ristretta e definita, la sua coscienza non percepisce nessuna possibile alternativa. Non la immagina neppure.... Leggi tutto →

Amore e altre metropoli

Ha una casa a due passi dall’oceano. A Los Angeles, per la precisione. E lì vive con sua moglie e tutte le sue piante. È un affermato illustratore, artista, designer e art director. Il suo sogno nel cassetto, in realtà, è di ricoprire con le sue illustrazioni un intero aeroplano… Lui è Brian Rea, le sue origini sono per metà irlandesi e per metà italiane. Né sua madre, né suo padre erano artisti, ma avevano un certo talento nel raccontare storielle. Suo nonno era un muratore, un uomo molto riservato,... Leggi tutto →

Se una notte d’estate, un pescatore

Una sera, osservando un gruppo di pescatori indiani impegnati a intrecciare le loro reti, Janet Echelman ne fu affascinata a tal punto da chiedersi se la struttura di una rete poteva essere il presupposto per un nuovo approccio alla scultura: un modo per creare una forma volumetrica, senza ricorrere alla pesantezza dei materiali solidi normalmente usati. Nel 1987, la giovane Janet Echelman si era trasferita a Hong Kong per intraprendere la carriera artistica. Il primo tassello del suo percorso sarebbe stato lo studio delle antiche tecniche cinesi di pittura e... Leggi tutto →

Dissolvere il limite

È il 1984. Un tempo in cui l’interattività non è altro che un’idea latente, un desiderio non ancora innescato, una potenzialità silenziosamente sommersa nell’immaginario di pochi artisti. Lo schermo a tubo catodico è l’unico mezzo disponibile per trasmettere immagini elettroniche. Il collettivo Studio Azzurro, appena agli inizi di quel che diventerà un percorso denso di esperienze emblematiche nel campo della ricerca multimediale, compie un passo inaspettato varcando audacemente la sacralità di una soglia fino a quel momento solo intuitiva. L’opera dal nome Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) è... Leggi tutto →

Fragili interferenze

Sospesi in una dimensione illusoria e poetica, gli abiti creati da Ying Gao appaiono come in bilico tra la condizione di oggetti d’arte concettuale e il frutto di un’affascinante esplorazione nell’intricato territorio delle tecnologie sensoriali. Come misteriose e attraenti creature cinetiche, essi si schiudono, respirano, si trasformano impercettibilmente. I contorni fisici del corpo che racchiudono sono modificati da interferenze esterne (suoni, luci, movimento, sguardi) e l’abito si muove in un reame di aleatorietà che lo rende simile a un fragilissimo bozzolo protettivo. La ricerca di Ying Gao – designer e... Leggi tutto →

La dimensione dello spirito

Jun Kaneko, nato a Nagoya pochi mesi dopo l’attacco a Pearl Harbor, ancora adolescente non riesce ad adattarsi all’educazione restrittiva che vige nelle scuole giapponesi. L’unica onesta soluzione è disertare la scuola restando a casa, dove inizia di nascosto a disegnare dal vero in assenza di alternative migliori. Scoperto inevitabilmente dalla madre, ottiene la possibilità di un apprendistato presso lo studio dell’artista Satoshi Ogawa ma, consapevole di non avere alcun futuro restando confinato nella terra d’origine, affronta ancora molto giovane la decisione di trasferirsi negli Stati Uniti per approfondire gli... Leggi tutto →

Broken Butterflies

Fragile e incantevole, il volo di una farfalla può rapire in un attimo il nostro sguardo coi suoi colori elettrici e le sue misteriose traiettorie. Il battito rapido delle sue ali possiede la delicata leggerezza di un sogno, ma come tutti i sogni è destinato a scomparire in un tempo talmente breve da consentirci appena di sfiorarlo. Forse mossa dal desiderio di rendere questo tempo indefinitamente più lungo, l’artista Anne Ten Donkelaar è riuscita, con un pizzico di inventiva, a creare una curiosa e affascinante serie di insetti ibridi concepiti... Leggi tutto →

Insolenti saturazioni

 Se siete stufi delle solite immagini scattate da fotografi il cui unico e solo intento è quello di ritrarre un mondo fastidiosamente plastificato e privo di difetti, avete ancora una via d’uscita: il suo nome è Ivan Cazzola.  Le sue indagini visive si nutrono di location underground, atmosfere urbane e realtà umane alla deriva, mirando sempre in modo diretto e irriverente al cuore delle cose.   Negli anni 70, Italo Calvino descriveva l’inferno come qualcosa di reale, che ci scorre accanto tutti i giorni, e suggeriva due modi per sopravvivergli.... Leggi tutto →

Gli spettri dell’identità

Do-Ho Suh sembrerebbe, a tutti gli effetti, un uomo inseguito dai fantasmi della propria identità. Molte delle sue opere, con quelle loro innocue e leggere trasparenze, appaiono come spettri ingannevoli che tradiscono una leggera insicurezza, quel continuo interrogarsi sul senso delle proprie origini che ancora non trova una risposta certa.

Nella rete dei draghi

L’artista giapponese Toshiko Horiuchi è solita dissacrare le barriere dell’arte contemporanea invitando il suo pubblico a interagire fisicamente e dinamicamente con le sue straordinarie sculture. Cresciuta in un Giappone traumatizzato dalla tragica esperienza atomica, subito dopo la laurea inizia a lavorare come designer di tessuti a New York, sviluppando una progressiva ricerca sulla loro struttura e modalità di applicazione, fino a dar vita con le sue opere al movimento della art fabric.   Col tempo, l’interesse di Toshiko per l’interazione tra corpo umano/spazio/materiale tessile nonché la passione per le masse... Leggi tutto →

Comfort Zone

Durante un weekend al mare, Tadao Cern decide di recarsi in una spiaggia pubblica in cui non era più stato da quando era bambino. Osservando la gente in spiaggia, inizia a fantasticare sulle loro storie personali semplicemente sulla base degli oggetti che hanno portato con sé.  Si entusiasma talmente nel perdersi in questo gioco innocente che l’indomani si reca nuovamente sulla stessa spiaggia con tutta la sua attrezzatura fotografica, con in mente il progetto per un insolito fotoreportage.   Nella serie fotografica “Comfort Zone” l’architetto e fotografo lituano racconta la... Leggi tutto →

Il popolo di pietra

Personalmente, non ho mai creduto alle teorie catastrofiste riguardanti le condizioni ambientali  del nostro pianeta. Qualche volta,  piuttosto, preferisco fare spazio a scenari futuri meno prevedibili, e in un’atmosfera mentale rarefatta e un po’ naif pensare che… un sognatore ci salverà. Jason deCaires Taylor, ad esempio, è un uomo dalle molteplici identità, nella cui personale ricerca risuona l’eco delle eclettiche esperienze da lui vissute in passato. Cresciuto tra l’Asia e l’Europa, per anni ha potuto coltivare la passione per l’esplorazione di incantevoli luoghi naturali, trascorrendo molta parte della sua infanzia... Leggi tutto →

Rientro atmosferico

Una delle tendenze più evidenti nel design contemporaneo è il tentativo di spingersi oltre i limiti del corpo umano ridefinendone contorni, volume e identità, o introducendo in modo incrementale l’uso metamorfico di maschere che sostituiscono i volti. In un mondo dominato dall’era della comunicazione digitale, in cui l’interazione diventa impersonale, emerge il desiderio di nascondere l’identità reale per subire una transizione verso personalità più accattivanti ed enigmatiche.   L’abitudine di indossare un cappello, del resto, è un tradizionale simbolo del proprio status, rende la figura più alta e imponente, e... Leggi tutto →

In un soffio di colore

Effimere creazioni gonfiabili che giocano con il concetto della transitorietà sembrano obbedire alle regole del sogno. Un leggerissimo soffio d’Oriente si nasconde nell’incantevole alchimia firmata da due talentuosi artisti giapponesi, Rie Hosokai e Takashi Kawada – in arte Daisy Ballon – che da qualche tempo solleticano il mondo con la loro originalissima “balloon art”. Gli impalpabili abiti scultura da loro ideati sono piccole opere d’arte temporanea, realizzate con un materiale insolito – palloncini in latex pieni di elio – fragili, delicatissime e destinate a divenire… inutilizzabili dopo solo 24 ore.... Leggi tutto →

Oltre l’arcobaleno

  Nell’indimenticabile trasposizione cinematografica del Mago di Oz, la piccola Dorothy e l’inseparabile Totò si concedevano una malinconica fuga dopo essere stati sgridati per l’ennesima volta dalla zia Emma e, sulla via che li allontanava da casa, la bimba iniziava a chiedersi se potesse davvero esistere un posto dove non cacciarsi nei guai: forse un posto oltre l’arcobaleno dove i sogni impossibili potevano tramutarsi in realtà. Non credo che il suo dubbio sia mai stato risolto, ma ammirando Your Rainbow Panorama – installazione permanente di Olafur Eliasson (Copenaghen, 1967), artista... Leggi tutto →

L’errore rivelatore

Quando Juergen Teller lasciò il suo paesotto di pochissimi abitanti in Germania, per trasferirsi a Londra e iniziare la sua carriera di fotografo, aveva solo 22 anni. A Londra non conosceva praticamente nessuno e non era in grado di parlare l’inglese. Non che amasse particolarmente il rischio. Il fatto è che aveva concluso gli studi e voleva evitare a tutti i costi il servizio militare. E così (era il 1986) decise di lasciarsi tutto alle spalle e lanciarsi verso l’incognita londinese. Che si trattasse di un fotografo fuori dagli schemi... Leggi tutto →

Even the wind gets lost

Un vento leggero che riporta ai ricordi d’infanzia ha lasciato atterrare a Milano 300 aeroplanini in alluminio di vari colori e dimensioni, in un allegro tributo alla città di Milano, nido artistico del duo Blue & Joy nato nel 2005, ormai da tempo residente a Berlino. In occasione della Triennale Design Museum, il giocoso battito d’ali dei paper planes di Fabio La Fauci e Daniele Sigalot, sono infatti protagonisti della personale “Blue and Joy. Dear Design + Even the wind gets lost” curata da Lorenzo Palmeri. Un progetto multiforme che... Leggi tutto →

Ritratti di famiglia

Forse perché cresciuta in Alabama, Kristin Skees – artista emergente esperta in fibre sperimentali, fotografia, video e istallazioni digitali – ha assimilato negli anni quella stravagante cultura gothic tipica degli Stati del Sud, condita da un pizzico di irriverente dark humour, che ha reso decisamente singolare la sua personale visione del mondo. Questa è quanto meno l’unica spiegazione razionale che lei, divertita, riesce a darsi. Nel curioso progetto interdisciplinare Cozy Portraits, in effetti, emerge in modo alquanto evidente il suo stranissimo senso dello humour e dell’assurdo, ma anche una certa... Leggi tutto →

Una sofisticata solitudine

Un piccolo gufo dalla natura schiva, una creatura misteriosa e notturna che durante il giorno dorme silenziosamente nelle cavità degli alberi o tra i resti di vecchi ruderi, nella perfetta mimesi con l’ambiente circostante che il suo delicato piumaggio macchiettato e bruno gli consente. È forse ad una suggestiva immagine di questo tipo che si ispira la morfologia della Mudgee Tower (Sidney), una struttura da camping permanente dotata di una forma curiosa e stravagante, i cui pannelli laterali in elevazione ricordano indubbiamente le ali di un gufo che improvvisamente si... Leggi tutto →

Bellezze surreali

Quante volte ci siamo trovati a disegnare sulle foto di un giornale baffi e occhiali con la penna? A partire da immagini che tutti abbiamo sotto il naso ogni giorno, Guim Tiò, giovane artista spagnolo, trova con originalità un nuovo modo per ridisegnare le foto e dare uno stile originale e inedito ai suoi ritratti. Colli allungati, chiome colorate, sguardi strabuzzati e trucchi clowneschi. Immagini di profilo di facebook, cover dei magazines, fotografia di moda ridisegnati direttamente sopra le stampe, con risultati irresistibili: il talento e l’ironia di Guim Tió Zarraluki vanno... Leggi tutto →

L’involucro dei sogni

Christo e Jeanne-Claude hanno vissuto per lungo tempo in reciproca simbiosi. Profondamente legati e dediti alla loro arte, sono stati gli ideatori di un linguaggio visuale, poetico e di forte impatto. Le loro installazioni, effimere ma indimenticabili, come “gentili disturbi temporanei” increspano la superficie del reale, lasciando emergere l’essenza del sogno.   Un incontro casuale a Parigi intreccia inseparabilmente i loro destini: Christo è un giovane artista sfuggito al regime comunista bulgaro; Jeanne-Claude, laureata in filosofia, è una ragazza francese nata in Marocco. La loro profonda sintonia non sembra solo... Leggi tutto →

Architettura, anomalie e percezione dinamica

Il Makuhari Housing (1996, Chiba) è un complesso a destinazione residenziale costruito sulle rive della Tokio Bay. La trasformazione in termini architettonici di una suggestione letteraria è la strategia usata da Steven Holl per tradurre la percezione degli spazi in “viaggio interiore”, all’interno di un tessuto altrimenti anonimo ed eterogeneo.    Un incontro poetico tra percezione dinamica degli spazi architettonici e antiche tracce della cultura nipponica. Il progetto Makuhari Housing rappresenta un intervento formalmente atipico nel panorama architettonico giapponese. Attraverso l’innesto di alcune anomalie sintattiche all’interno del ripetitivo schema condominiale... Leggi tutto →

Arte e geometria

Regole matematiche che prendono forma e assumono fattezze animali. Geometrie che organizzano lo spazio e danno vita a insetti, mammiferi o personaggi dei film d’animazione. La carta come supporto per dar forma alle proprie idee attraverso le tecniche di piegatura dell’antica tradizione giapponese.   Quelli che a prima vista potrebbero essere scambiati per veri insetti, vere foglie e veri animali in realtà non sono altro che le creazioni origami del trentunenne americano Brian Chan, docente presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove insegna artigianato. Gli origami, per Chan, sono un... Leggi tutto →

Ruggine e colori

  “In una cultura in cui la gente è facilmente attratta dal fascino degli status symbol, io trovo la bellezza nelle auto abbandonate e nei paesaggi trascurati. Mi ha sempre interessato dipingere veicoli e scenari che hanno definito l’evoluzione del paesaggio americano. Commemoro i veicoli commerciali inondati di graffiti e ruggine, veicoli da lavoro, e veicoli ricreativi vissuti. Trovo che ci sia così tanto carattere nei vecchi furgoni merci – specialmente quando coperti dai graffiti – e nei vecchi camper parcheggiati fuori dalla strada principale. Estrapolarli dal loro contesto quotidiano dona... Leggi tutto →

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