La condivisione ci salverà

fotografia di Antonio Rochira per You Die

Per il lungo weekend di Ognissanti, ho pensato di preparare un lungo post sul trend topic della settimana: la #morte. Chi si aspettava #fabriziocorona, può smettere di leggere. In particolare parlerò di You Die, il film che ha rappresentato l’Italia all’ultimo ScreamFest (il festival dell’horror) di Los Angeles, aggiudicandosi il premio alla miglior fotografia (Davide Piazzolla). Il film uscirà presto in Italia: la produzione mi ha concesso il privilegio di vederlo in anteprima, anche perché vi ho partecipato con un piccola consulenza di sceneggiatura. Quando mi arrivò la versione provvisoria... Leggi tutto →

A marzo si (ri)nasce e/o si (ri)comincia.

Ho bisogno di dire che marzo assomiglia un po’ a settembre. Pare sia il mese delle decisioni, degli inizi, sarà che arriva la primavera, le giornate si allungano, tutto sembra mettersi sulla giusta asse. Quest’anno poi siamo in piena fase pasquale. E se penso alla Pasqua mi viene in mente un quadro di Van Der Weyden, la Deposizione (clic), che è così bello e così immobilizzante e così sproporzionato che non riesci a non stare le ore a guardarlo. È al Prado a Madrid, qualora dovesse interessare a qualcuno e... Leggi tutto →

Arte al punto G.

Marzo è un mese che ne capitano, di cose. Ad esempio: Banksy ha aperto un hotel a Betlemme, Emma Dante ha debuttato con il suo spettacolo Bestie di scena e io sono andato per la prima volta all’Ikea. Tre avvenimenti che sembrano essere completamente scollegati, ma a ben guardare non c’entrano una mazza l’uno con l’altro. Se non per il fatto che ho imparato qualcosa. Andiamo con ordine. IKEA All’Ikea mi ci ha portato G., un po’ ingannandomi e un po’ promettendomi del cibo. Una volta entrato, ho capito almeno... Leggi tutto →

Solo una vita

Ci sono momenti in cui la tv è solo un ronzio. Lei sta parlando, tu non stai ascoltando. Poi, improvvisamente, ci fai caso. Ed è in quei momenti che si annidano quei programmi che tu mai, per nessuna ragione al mondo, avresti guardato spontaneamente. Porta a porta. I dati auditel ti rilevano sintonizzato: domattina Vespa si sveglierà felice anche per colpa tua. Vorresti cambiare: ma è proprio in quei momenti che il telecomando sparisce, inghiottito da chissà quale cuscino. Vespa sta incalzando Mario Monti con quella inflessibilità provocatoria che usa... Leggi tutto →

AAAnima cerca anima

Nel 2016 saremo sette miliardi e quattrocento milioni e tutti dobbiamo mangiare. Un metodo usuale per procurarsi il cibo è lavorare. Per questa ragione, temo, viviamo in un’epoca di corsi e di club. I corsi danno lavoro a chi li tiene¹ e vengono frequentati perché danno un titolo a chi li frequenta. I titoli, per essere desiderabili, devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un’identità, l’iscrizione più o meno ufficiale a un club. I club per essere ambìti devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un lavoro. E il modo... Leggi tutto →

Morfologia della mamma

Altre visioni dal Torino Film Festival. Sarà che non sono un critico, e se ho un obiettivo nella vita è provare a non diventarlo mai. Sarà che ho trent’anni, suppergiù, l’età in cui ti trasformi da “fidanzato” in “compagno”, da “single” a “scapolo”. L’età in cui “vado a casa” significa una cosa e “vado dai miei” un’altra; l’età intermedia, in quel bizzarro avvicendarsi di ausiliari che è l’esistenza, tra l’essere figli e l’avere figli, tra l’avere (ancora) i genitori e l’essere genitori. Sarà tutte queste cose, ma quando ho dovuto... Leggi tutto →

Il male che scaccia il male

Visioni dal Torino Film Festival. Credo di essere tachicardico: la cosa mi agita, perché un cuore che batte troppo in fretta alla lunga finisce per danneggiarsi. Secondo la cardiologa, invece, non lo sono affatto. Il cuore mi batte sì all’impazzata, ma solo per via della mia ansia di essere tachicardico. E l’ansia è una cosa che devo risolvere, o alla lunga potrebbe danneggiarmi il cuore. Ecco: nel momento in cui il mio cuore frettoloso esploderà, immagino che sarò interessatissimo a sapere se la colpa è della tachicardia autentica o della falsa tachicardia... Leggi tutto →

Javier Pérez Estrella aka cintascotch

I. Ciao Javier, le tue opere sono spontanee, di grande impatto visivo e danno nuova vita ad oggetti di uso quotidiano, rappresentati in modo nuovo e poetico. Raccontaci qualcosa riguardo alle tue realizzazioni. J.  Sono sempre ispirato da un’idea o da un oggetto. A volte vedo un oggetto e poi mi viene in mente un’idea, a volte è il contrario. Mi piace usare tutti i tipi di materiali anche se preferisco utilizzare oggetti conosciuti dalla maggior parte delle persone come Oreos, M &M, etc.   I. Hai detto:  Crea ogni giorno. Non importa... Leggi tutto →

La papera e la sposa

“Sono molto delusa. Non amo le regie con troppi piani stretti”. Mi asciugo i lacrimoni, nel buio del cinema, e mi volto di scatto. Nella fila dietro, una papera con velleità da critica sta pontificando in mezzo ai suoi amici. “Poi noioso, banale! Visivamente mi sembra un prodotto dilettantesco. Ho trovato ben scelte le musiche”. Sono incredulo: la papera sta parlando proprio nel momento perfetto per tacere, e cioè quando non sono ancora finiti i titoli di coda di “Io sto con la sposa”. Di molte cose, con l’avanzare degli... Leggi tutto →

Sorelle

A dispetto del verde cognome, Eva ha labbra rossissime e occhi di rara azzurrezza. Schiude le prime per dirmi che mi ama da quando mi ha visto, chiude i secondi per regalarmi un suo bacio. Proprio in quell’istante, quello in cui sto per limonare Eva Green, mi sveglia mia sorella con la solita vociaccia indelicata. Sono risvegli che già di per sé, così improvvisi, mi levano un battito al cuore. Ma questo è peggio: mia sorella mi sveglia con una notizia. Se ne va di casa, va a convivere: il... Leggi tutto →

Relazioni Reciproche

Relazioni Reciproche è un progetto che indaga il “processo di creazione collettiva condivisa”, una modalità operativa che si sta ampiamente diffondendo non solo nella sfera sociale, ma anche in quella culturale. La mostra esplora gli esordi del processo che induce l’artista ad abbandonare la creazione solitaria in favore della ricerca condivisa, attraverso i lavori di sette coppie di giovani artisti italiani: Alis-Filliol, Bianco-Valente, Botto&Bruno, Cuoghi Corsello, Ferrario Frères, Mocellin Pellegrini, Richard Sympson. Il lavoro in coppia fonde le singole personalità verso una soggettività nuova; emerge un lavoro artistico che non... Leggi tutto →

guardare e non toccare

Si sta facendo tardi, la cena è andata per le lunghe. Il più nervoso sembra essere Eddie: provo a rassicurarlo con un’occhiata, ma non funziona. Lara, la bella del paese, è seduta  proprio di fronte a me. Ad un tratto, senza dire una parola, comincia a slacciarsi la camicetta bottone dopo bottone, fino a scoprirsi il seno sinistro. Eddie se ne accorge, e non resiste neanche un attimo: subito le è addosso, e prende tra le sue labbra il capezzolo turgido. Eddie ha cinque giorni, è un gran mangione, ed è il figlio di Lara e del... Leggi tutto →

spazi stravaganti e pillole di allegria

Inventare nuove metafore per riconoscere il nuovo pianeta che velocemente si trasforma davanti i nostri occhi, inventare così paesaggi di sintesi, una iconografia semplice ma non semplicistica, aumentare la semplicità per tenere alta l’intensità, arrivare così all’essenziale. Così l’artista torinese Enrico Tommaso De Paris descrive il suo lavoro e racconta a imperfect la sua arte.   Ciao Enrico, da anni esponi le tue poliedriche opere che spaziano dalla pittura all’installazione al video e al disegno: un’esplosione di idee, colori e elementi bizzarri.   D. Il blog di imperfect ha come... Leggi tutto →

eccart raicsal azneS

Un bel giorno di tanti anni fa un meccanico americano, titolare di una celebre pista di pattinaggio, inventò una macchina capace di rilevigare la superficie ghiacciata in pochi minuti, eliminando le tracce. Questo signore si chiamava Frank Zamboni, e pochi giorni fa, se non avesse fumato troppo, avrebbe compiuto 112 anni. “E ‘sti cazzi!” diranno subito i miei piccoli lettori. E avrebbero ragione, se non fosse che per la ricorrenza Google ha messo in rete uno dei suoi giochini interattivi  (si chiamano Doodle) e così noi blogger, anziché cercare materiale... Leggi tutto →

Pausa sigaretta

  In una memorabile lezione sull’indugio narrativo, Umberto Eco affermava (confessando una lunga e attenta osservazione sul campo) che la caratteristica fondante del genere pornografico sia il “raccontare tutto”, comprese le parti meno rilevanti. Non sempre l’indugio è indice di nobiltà. Una volta mi sono posto il problema di come stabilire scientificamente se un film sia pornografico o meno. […] io ho deciso che esiste una regola infallibile. Si deve controllare se in un film, quando un personaggio sale su un’automobile o su un ascensore, il tempo del discorso coincide... Leggi tutto →

Colori che sporcano le idee

Un progetto multiforme quello ideato per il concept album “Canzoni per un figlio”. I Marlene Kuntz intrecciano la loro creatività con le suggestioni oniriche di Marco Cazzato, sporcando pensieri e testi con colori enigmatici, lungo tre percorsi tra loro strettamente correlati. Le interferenze di Cazzato e Godano ci svelano qualcosa di più…   Verde, bianco e nero come forme di pensiero. Sono i toni scelti da Marco Cazzato a intersecare l’ intensa (e controversa) musicalità dei Marlene Kuntz, in una delicata riflessione sulla vita che un padre dedica a suo... Leggi tutto →

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