Tra le dita di Rebecca

Che cosa accadrebbe se il celebre Cyrano si rivelasse un intelligente ma vulnerabile guerriero giapponese dall’enorme, ridicolo naso ricoperto di tatuaggi Maori? Di quali mondi lontani narrerebbe lo sguardo malinconico e statico di Hervé Joncour, tornato dall’Oriente coi suoi bachi da seta, intrappolato nel ricordo di un amore impossibile? E se una insolita Alice, dai capelli corti e scuri, si muovesse incerta in un mondo illogico e palustre, nel tentativo di svegliarsi da un assurdo sogno? Tra le dita di Rebecca Dautremer (1971, Francia), le trame ipnotiche di storie più... Leggi tutto →

IKSTTSWLLTI

Comunicare con l’altro è ormai una questione digitale. L’interazione umana è una sostanza rarefatta e impersonale: l’identità reale è ben nascosta, i suoi tratti distintivi sfumati e inafferrabili. Abbiamo dimenticato chi siamo, persino ai nostri sensi siamo entità estranee, e il corpo non può sottrarsi a tale assenza di una solida definizione. Lentamente e in modo impercettibile esso sta pure subendo la sua trasformazione, assecondando il cambiamento interiore e quel senso di sottile smarrimento che ci rende insicuri del nostro apparire. Se il mondo della materialità si dimostra instabile nell’enigma... Leggi tutto →

Dixonary

In molti sono convinti che le coincidenze non esistano. E in effetti, considerato il modo in cui ha avuto inizio la carriera di Tom Dixon (Tunisia, 1959), a dir poco una leggenda nel mondo del design, ci si potrebbe definitivamente convincere che nulla accade per caso. Era il 1983, e Londra in piena era post-punk ancora respirava un’atmosfera fortemente influenzata dall’esempio ribelle dei Sex Pistols, con l’ormai serpeggiante attitudine al Do It Yourself e alla sperimentazione creativa di nuove forme espressive individuali. Tom Dixon, all’epoca bassista in cerca di fama,... Leggi tutto →

Il principio di Schrofer

Jurriaan Schrofer (1926 -1990) aveva basato la sua curiosità su un semplice principio: “why make it simple if you can make it complicated?” Era chiaro che a un’intelligenza multiforme come la sua il minimalistico concetto del less is more, per noi oggi così indispensabile, stava inevitabilmente un po’ stretto. Erano senza dubbio tempi, i suoi, in cui la voglia di sperimentare e lasciar spaziare la mente in tutte le possibili direzioni inesplorate si sentiva più pressante. Erano tempi creativamente meno aridi dei nostri, con vincoli più umani che tecnologici e,... Leggi tutto →

Il lato magico di una fotografia

Londra. Uno Spitfire vola di qua e di là all’interno di un appartamento evitando una grottesca bambola gigante e disobbediente, mentre Tilda Swinton, in guanti di pelle, ci scruta da dietro un paio di occhiali da aviatore. Una coppia distinta di insetti si appresta ad accordare i suoi strumenti musicali e un’enorme lumaca li spia strisciando con aria sinistra sui muri.   Story Teller, la retrospettiva dedicata a TimWalker e allestita nelle stanze della Somerset House, invita i più curiosi a oltrepassare lo Specchio, inciampare e scivolare giù per la... Leggi tutto →

L’arte di correre

Murakami Haruki

Haruki Murakami  è a Tokio, seduto sul prato di uno stadio a godersi una partita di baseball, il giorno in cui decide di diventare scrittore. Per il momento è solo il gestore di Peter Cat, un jazz club che richiede pazienza, scrupolosità e resistenza fisica. In cambio, ha l’opportunità di incontrare una parte cospicua di umanità tanto singolare da fornire dell’ottimo materiale per i suoi romanzi futuri. La passione per la maratona nascerà con la stessa improvvisa spontaneità, e si intreccerà con la sua scrittura in maniera misteriosamente indissolubile.  ... Leggi tutto →

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