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Architettura, anomalie e percezione dinamica

Il Makuhari Housing (1996, Chiba) è un complesso a destinazione residenziale costruito sulle rive della Tokio Bay. La trasformazione in termini architettonici di una suggestione letteraria è la strategia usata da Steven Holl per tradurre la percezione degli spazi in “viaggio interiore”, all’interno di un tessuto altrimenti anonimo ed eterogeneo. 

 

Un incontro poetico tra percezione dinamica degli spazi architettonici e antiche tracce della cultura nipponica. Il progetto Makuhari Housing rappresenta un intervento formalmente atipico nel panorama architettonico giapponese. Attraverso l’innesto di alcune anomalie sintattiche all’interno del ripetitivo schema condominiale preesistente, Steven Holl tenta di restituire profondità sensoriale e coesione umana all’interno del complesso originale.

A livello planimetrico, la struttura originaria viene spaccata in quattro punti cardine, intesi come “porte” simboliche che conducono al cortile interno, arricchito dalla presenza di due giardini semi-pubblici, veri e propri vestiboli per gli edifici residenziali.

Il concept formale di questo interessante intervento muove attorno alla contrapposizione di due distinte tipologie.

 

Heavyweight / Bracketing Blocks/ Silence

Intorno ai giardini, Holl dispone come “quinte” sceniche cinque edifici da cinque piani, denominati edifici pesanti o silenti, inseriti con la precisa funzione di delimitare il luogo, proteggendolo dai rumori della strada e contenendo parte delle unità residenziali. Le cortine edilizie massicce e continue in calcestruzzo, dall’aspetto quasi metafisico, presentano facciate scandite dalla ritmica e ordinata sequenza di aperture quadrate. La leggera inflessione di questi edifici, introdotta per sfruttare l’illuminazione solare diretta, permette di creare dei corridoi visivi che plasmano l’esperienza spaziale, rendendola più ricca e complessa.

 

Lightweight / Activists/ Sounds

Ispirandosi all’opera intitolata L’angusto sentiero per il profondo Nord del poeta giapponese Basho, Holl contrappone al sistema di edifici esterni una serie di creazioni ribelli e puntuali, le strutture attiviste o leggere, con l’aiuto delle quali vengono attentamente composte le vedute sui due piccoli giardini interni. Come un insieme organico di leggerissimi haiku, tradotti in termini architettonici, queste sei piccole case rivestite in metallo, si pongono in evidente contrasto col silenzio delle strutture più esterne, e sono esplicitamente concepite come produttrici di suoni. Ciascuna di esse presenta un carattere specifico, appunto un sound individuale, che attribuisce una dimensione emotiva e ludica all’intero progetto tramite il leggero gioco di materiali, forme e colori – così come i nomi che le contraddistinguono singolarmente – con l’intento di predisporre il fruitore all’interazione sociale e ad un emozionante e inaspettato viaggio interiore.

 

La Casa del Kaki Caduto (House of Fallen Persimmon)

Simile a una torre e ricoperto di zinco, è un appartamento doppio, situato a ovest del cancello d’ingresso del complesso Makuhari Housing.

La Casa che Riflette il Colore (Color Reflecting House)

Questo appartamento privato presenta una pianta a pentagono circolare ed è situato in cima a uno dei palazzi “pesanti”.

 

La Casa del Nulla (House of Nothing)

Si tratta di un terrazzo panoramico che getta uno sguardo sulle spettacolari vedute del paesaggio circostante, tra cui un’incredibile vista sul monte Fuji.

La Casa dell’Ombra Blu (House of the Blue Shadow)

Adibita agli eventi sociali, è rivestita in ottone ossidato e sorge nel giardino a sud del complesso.

 

 

La Casa che Riflette l’Acqua (Tea House)

È la sala da tè comune, pensata per la meditazione e le piccole riunioni, che domina la piscina posta nel giardino semi-pubblico a nord.

La Casa che Riflette la Luce del Sole (Sunlight Reflecting House)

Un attico, in proprietà privata, posto a cavallo di due edifici “pesanti” che forma una tettoia sull’ingresso a est del complesso.

 

Il Makuhari Housing sintetizza in modo emblematico l’intero processo generativo che determina solitamente gli interventi architettonici di Holl. Un processo in grado di coniugare il ruolo dell’architettura come interprete formale dei caratteri distintivi e della storia del luogo (anchoring), al concepimento di una metafora (limited concept) intesa come attivatore primario dell’idea progettuale. Ciascun intervento viene così concepito in termini unitari, evitando il rischio di frammentazione e disomogeneità del progetto complessivo.

Ne consegue un’architettura dinamica e narrativa, capace di creare una relazione multisensoriale, inattesa e stringente tra edificio e fruitori che si muovono al suo interno (intertwining, parallax).

 

 

Sito ufficiale

www.stevenholl.com



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