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L’anno in cui non ci fu l’estate


Eruption of Vesuvius, William Turner (1817)

Nel pieno della prima rivoluzione industriale, grazie a nuove scoperte tecnologiche che cambiarono per sempre la vita di tutti, le condizioni sociali ed economiche sembravano migliorare velocemente. L’utilizzo di combustibile fossile per la produzione nei nuovi stabilimenti, dotati di innovativi macchinari a vapore, aveva fatto crescere l’idea che il benessere fosse finalmente alla portata di tutti, nonostante le discutibili situazioni lavorative in cui le neonate schiere di operai si trovavano.

Fu il primo grande boom economico della storia dell’uomo.

La fiducia nel progresso era al massimo, si credeva che tutto potesse solo andare sempre meglio.

 

1816, l’anno senza estate.

I paesi nordici dell’occidente, tra cui Regno Unito, Canada, parte degli Stati Uniti e mezza Europa furono colpiti da un incredibile evento meteorologico. Per dirla breve, il clima estivo non si presentò: da maggio a settembre le temperature restarono bassissime, con neve e ghiaccio anche a luglio. 

Le conseguenze dello scacco matto che la natura giocò alle certezze della civiltà occidentale furono spaventose. Interi raccolti congelati, mancanza di cibo, malattie.
L’uomo, che si credeva ormai invincibile, si rese conto di non esserlo.

 

Tempeste di neve, gelate improvvise, gravi inondazioni: tutto fu causato da una serie di eventi naturali che, sommandosi tra loro, resero il 1816 un anno veramente unico.

L’anno prima, nel 1815, il vulcano Tambora nell’arcipelago indonesiano eruttò con una potenza senza precedenti, definita dagli esperti addirittura “super-colossale”. L’attività del vulcano durò oltre tre mesi, con eruzioni più alte di 40 km.

La cenere vulcanica, il fumo e i gas sprigionati da questo disastro furono così forti, da oscurare il cielo in gran parte del mondo, trasportati dalle correnti tropicali fino in Nord Europa.

Milioni di tonnellate di zolfo restarono sospese nell’atmosfera per anni, provocando quel cambiamento climatico che nel 1816 fece sparire l’estate.

Il sole era inoltre in una fase di scarsa potenza, attraversava un periodo di bassa attività detto scientificamente “minimo di Dalton”. Così i raggi solari, già deboli, quell’anno non riuscirono ad attraversare la fitta coltre provocata dal vulcano per raggiungere la superficie terrestre. 

Le conseguenze di questi due fattori furono le temperature sotto zero che portarono carestie e malattie in mezzo pianeta. Il bestiame moriva di freddo, e il prezzo del poco cibo a disposizione aumentò, causando rivolte popolari impetuose.

 

Ma l’uomo, che deve imparare a sottostare alle leggi naturali, dimostra il suo ingegno proprio nei momenti di maggiore crisi.


Chichester Canal – W. Turner (1828)

Le ceneri presenti nell’atmosfera diedero vita a paesaggi e tramonti che ispirarono alcuni dei dipinti più suggestivi e spettacolari di William Turner. Influenzando fortemente lo stile dell’artista, questi eventi lo spinsero allo studio della luce e alla creazione di centinaia di tele con protagonista il cielo.

 


La draisina di Karl Drais

Cercando un metodo alternativo per spostarsi e trasportare merce, dal momento che i cavalli erano deboli per il freddo e la fame, venne inventata quella che si può definire la prima bicicletta.
Era la draisina del barone Karl Drais, chiamata anche Laufmachine (in tedesco “macchina da corsa”). Un mezzo veloce e innovativo per l’epoca, che diede la spinta all’ideazione di veicoli senza traino animale: nei successivi anni, infatti, i cavalli e le carrozze sono stati abbandonati a favore di motociclette e automobili.

 


Film “Mary Shelley” (2017)

Nel maggio del 1816, un gruppo particolare di persone in vacanza in Svizzera fu costretto a isolarsi in casa a lungo per proteggersi da intemperie e malattie. Per passare il tempo, avviarono una gara di racconti soprannaturali e spaventosi.

Nella compagnia si trovavano Mary Shelley, Lord Byron e John Polidori. Così furono scritti Frankenstein e Il vampiro, capisaldi della narrazione horror e fantascientifica che ancora oggi ispirano persone in tutto il mondo.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. – Albert Einstein

 

Nel pieno della rivoluzione digitale, le nuove scoperte tecnologiche hanno fatto crescere l’idea che il benessere sia finalmente alla portata di tutti. Siamo nel grande boom informatico del nuovo millennio.

La fiducia nel progresso è al massimo, abbiamo creduto che tutto potesse solo andare sempre meglio.

2020, l’anno senza primavera.



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