Less but better: Dieter Rams

Considerato il più influente industrial designer del XX secolo, Dieter Rams (1932) emerse grazie alla definizione di un linguaggio progettuale estremamente funzionale, elegante e rigoroso, sviluppato durante la prolifica collaborazione con Braun iniziata negli anni ’50. Il suo approccio al Design, intelligente e versatile, è alla radice di molti standard attuali ed è mirabilmente espresso dai Ten Principles for Good Design, da lui stesso stabiliti nel 1980.

 

Se dovesse descrivere il proprio stile lo farebbe attraverso il concetto giapponese di wabi-sabi: la squisita unione di semplicità ed equilibrio. O con una definizione che lui ama molto: il quieto ordine delle cose. E ci tiene a sottolineare che tutte le sue idee sono state sviluppate iniziando da un semplice disegno a matita, il più delle volte già intuitivamente in scala.

 

My grandfather was a carpenter, [he produced his forms by hand], they were simple, but very beautiful, that is what I wanted to do, I didn’t know about being a designer, but I knew I wanted to make things. Dieter Rams

 

Durante i quarant’anni spesi a collaborare con Braun, Rams riuscì a raggiungere uno stile e un virtuosismo tecnico che ancora oggi influenza numerosi giovani designers (Ive per Apple e Morrison per Rowenta, ad esempio). Le unità progettate dal suo team erano sempre pensate in formati modulari impilabili verticalmente o orizzontalmente. Pulsanti, interruttori e quadranti sempre ridotti al minimo e disposti in modo ordinato, logico e intelligibile. Era stato messo a punto persino un sistema di codifica a colori per i prodotti Braun: bianco, grigio e nero (che si arricchì di ulteriori tonalità solo più tardi).

Intersecare le proprietà di materiali differenti era, inoltre, una costante del suo lavoro.

Dieter Rams introdusse il concetto di sviluppo sostenibile nel Design già dai primi anni Settanta, preoccupato per la crescente spinta al consumo frenetico di prodotti caratterizzati da un’obsolescenza programmata a breve termine. Da qui i suoi provocatori Ten Principles for Good Design. E il suo prezioso invito ad ogni giovane designer: essere in anticipo sui tempi, intuire i cambiamenti di mentalità dei consumatori, comprendere la realtà in cui vivono, i loro sogni e desideri, le loro preoccupazioni, i loro bisogni. Sempre considerando realisticamente opportunità e limiti delle tecnologie contemporanee.

 

1. Good Design is innovative

L’inarrestabile sviluppo della ricerca in campo tecnologico offre ad ogni passo una preziosa occasione di innovazione delle forme. Le possibilità di evoluzione per il mondo del Design sono ancora innumerevoli, ma devono muoversi necessariamente all’unisono con le innovazioni tecnologiche contemporanee. Il Design deve aprire la strada a un dialogo sempre più costruttivo col mondo, apparentemente impenetrabile, dell’ingegneria. E non considerarsi mai fine a se stesso.

 

2. Good Design makes a product useful

Ogni prodotto che debba essere immesso sul mercato deve soddisfare criteri non solo funzionali, ma anche psicologici ed estetici. Form follows Function, e una forma ben progettata tenderà a lasciarsi plasmare dalla logica dell’utilità e della semplicità, rigettando tutto ciò che, essendo superfluo, non rispetta questi principi. L’utilità riduce la forma all’essenziale.

 

3. Good Design is aesthetic

Le qualità estetiche di un oggetto sono parte integrante della sua utilità, perché tutto ciò che entra a far parte della nostra vita quotidiana inevitabilmente riguarderà anche il nostro benessere psicofisico. La bellezza di un oggetto sarà una diretta conseguenza dell’attenta cura con cui sarà stato pensato, disegnato e, infine, realizzato.

 

4. Good Design makes a product understandable

Il buon Design di un oggetto implica che la sua struttura sia chiara e leggibile. La forma di un oggetto deve parlare in primo luogo della sua funzione e di come poterlo utilizzare al meglio. Sarebbe perfetto se fosse auto-esplicativo, senza ambiguità alcuna.

 

5. Good Design is unobtrusive

Ogni prodotto deve essere pensato come uno strumento che esplica una determinata funzione: non un oggetto d’arte, dunque, o anche solo decorativo.

Il Design che lo caratterizzerà sarà assolutamente discreto e sobrio, e questa sua neutralità darà respiro alla personale espressività del consumatore finale.

 

6. Good Design is honest

Un Design onesto è un design che non tenta in alcun modo di manipolare il consumatore inducendolo a credere in promesse che, immancabilmente, verranno tradite. Nulla nel suo Design dovrà far pensare di un oggetto che è molto più potente e innovativo di quanto non sia in realtà.

 

7. Good Design is long-lasting

Un oggetto di elevata qualità sarà caratterizzato da un Design accurato che difficilmente, col passare degli anni, verrà percepito come obsoleto. Il fascino delle sue linee aumenterà col tempo, così come il suo valore intrinseco. E persino in una società divorata dalla necessità di nuovi e rapidi consumi come quella attuale, saprà farà la differenza.

 

8. Good Design is thorough, down to the last detail

Qualsiasi prodotto dovrebbe essere pensato e realizzato con un’estrema attenzione al dettaglio. Niente dovrebbe essere lasciato al caso. La cura con cui il Design si occupa di progettare un oggetto sarà un’evidente forma di rispetto nei confronti del consumatore.

 

9. Good Design is environmentally-friendly

Il Design deve necessariamente essere ecologico e salvaguardare le risorse ambientali a nostra disposizione. L’intero ciclo di vita di ogni prodotto dovrà essere studiato in modo tale da attutirne il più possibile l’impatto sull’ambiente, riducendo i rischi di inquinamento sia fisico che visivo.

 

10. Good Design is as little design as possible

Il Design di un oggetto deve richiamare alla mente concetti come la purezza delle linee e la semplicità. Dovrà concentrarsi esclusivamente sugli aspetti essenziali e non gravare i prodotti con caratteristiche inutili e superflue.

Come direbbe ermeticamente Rams, parafrasando l’architetto Mies Van Der Rohe: less but better.

 

 

Link di riferimento

http://designmuseum.org/design/dieter-rams

Letture consigliate

Sophie Lovell, Dieter Rams: As little design as possible, Phaidon, 2011

Video intervista

Dieter Rams: less and more

 

Image credits

Original sketches: ©Dieter Rams, 1959-1962/Immagini 1-6, 8-10: courtesy Vitsoe

 



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