Bendito Machine V

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Bendito Machine, la nota serie di cortometraggi ideati dall’illustratore Jossie Malis, narra le sconquassate avventure di una ipotetica civiltà che si compone di organismi dotati di una mentalità molto semplice e succubi della relazione che hanno instaurato con i loro complessi e quasi ipnotici macchinari. Le creature di Malis, stordite dal mondo che le circonda, sono tanto delicate quanto ingenue e sopravvivono in uno stato di dipendenza perpetua dai loro artefatti. Le affascinanti e intricate silhouettes del mondo di Bendito Machine rappresentano da sempre l’intelligente pretesto che ci ha consentito,... Leggi tutto →

This Way To The Circus

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Se la vostra collezione di piante grasse esposta sul davanzale sta iniziando a ingrigirsi, e il vostro umore ne risente, non disperatevi: il circo dei cactus è in città. Dopo aver conseguito la laurea alla celebre Central St Martins di Londra, la giovanissima designer Boe Holder ha scoperto che, purtroppo, il mondo della moda non faceva al caso suo. Una deviazione dal solito percorso stereotipato si rendeva necessaria e Boe, incapace di costringere se stessa a una carriera che non rispecchiasse la sua personalità e le sue attitudini creative, ha... Leggi tutto →

Tra le dita di Rebecca

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Che cosa accadrebbe se il celebre Cyrano si rivelasse un intelligente ma vulnerabile guerriero giapponese dall’enorme, ridicolo naso ricoperto di tatuaggi Maori? Di quali mondi lontani narrerebbe lo sguardo malinconico e statico di Hervé Joncour, tornato dall’Oriente coi suoi bachi da seta, intrappolato nel ricordo di un amore impossibile? E se una insolita Alice, dai capelli corti e scuri, si muovesse incerta in un mondo illogico e palustre, nel tentativo di svegliarsi da un assurdo sogno? Tra le dita di Rebecca Dautremer (1971, Francia), le trame ipnotiche di storie più... Leggi tutto →

Belle (Senz’anima)

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I filosofi greci, nel periodo classico, erano giunti a considerare il bello come un concetto solo in parte riconducibile alle apparenze e alla fisicità. Alla percezione del bello sensibile, delle sembianze che colpiscono i sensi tramite i nostri occhi, si contrapponeva quello intelligibile, intuizione esclusiva della mente. Il XX secolo, al contrario, ha drasticamente svuotato il concetto platonico di bellezza – quel riflettere la natura intrinseca e reale delle cose – eleggendo l’esteriorità e la sensualità a obiettivo primario della società moderna: l’industria pubblicitaria ha reso la superficialità il fulcro... Leggi tutto →

Arte al punto G.

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Marzo è un mese che ne capitano, di cose. Ad esempio: Banksy ha aperto un hotel a Betlemme, Emma Dante ha debuttato con il suo spettacolo Bestie di scena e io sono andato per la prima volta all’Ikea. Tre avvenimenti che sembrano essere completamente scollegati, ma a ben guardare non c’entrano una mazza l’uno con l’altro. Se non per il fatto che ho imparato qualcosa. Andiamo con ordine. IKEA All’Ikea mi ci ha portato G., un po’ ingannandomi e un po’ promettendomi del cibo. Una volta entrato, ho capito almeno... Leggi tutto →

Verità nascoste

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Se la danza è solitamente intesa come la poetica espressione di un corpo in movimento o, volendo usare le parole della leggendaria Marta Graham, “il linguaggio nascosto dell’anima”, la sua bellezza cela una realtà a volte brutale: una inflessibile lotta fisica per poter sfiorare la perfezione artistica. Una dualità significativa, che smettiamo di percepire nel momento in cui il sipario viene sollevato ed ha inizio l’ipnotica e impalpabile sequenza del racconto coreografico. La determinazione e il sacrificio, le vulnerabilità dei ballerini di altissimo livello sono il soggetto che ha ispirato... Leggi tutto →

Super Flemish

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Nel progetto Super Flemish, lo stravagante fotografo francese Sacha Goldberger si chiede che aspetto avrebbero avuto i super eroi della cultura contemporanea se fossero stati personaggi nati tra il Quattrocento e il Settecento. Con un progetto durato circa due anni, e avvalendosi di un team di 110 professionisti tra cui costumisti, esperti in grafica digitale e modelli somiglianti agli eroi della Marvel o tratti dalla celebre saga cinematografica Star Wars, Sacha è riuscito nell’intento di ritrarre intramontabili icone della cultura americana con le medesime tecniche utilizzate dai pittori fiamminghi del... Leggi tutto →

Specchi rotti

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Una mattina ti svegli e ti senti come se la tua immagine fosse riflessa da uno specchio fatto in mille pezzi. Ti guardi e non ti riconosci. Vien da chiedersi, talvolta, se davvero esiste una corrispondenza tra mente e corpo. Tra l’idea che abbiamo di noi stessi e l’immagine che lo specchio rimanda. Un quesito esistenziale non da poco. Brno Del Zou, è un raffinato artista francese che ricorre alla frammentazione fotografica dei volti umani, nel tentativo di lasciar emergere – senza mai snaturarne l’evidenza estetica – l’inevitabile lato caotico... Leggi tutto →

Papermeal!

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È mattina. Il suono della sveglia irrompe nel vostro sonno, e con insistenza tenta di buttarvi giù dal letto ricordandovi che è lunedì. Controllate l’ora, con gli occhi appiccicosi e assonnati, e come al solito sbadigliate e pensate: ancora 5 minuti… Abbracciate l’inseparabile cuscino, e cercate di riprendere il sogno poco prima bruscamente interrotto. Qualche tempo dopo, decidete controvoglia che è ora di tornare alla realtà. Un’altra rapida occhiata alla sveglia e… Sì. Tra mezz’ora dovrete essere in ufficio: traffico incluso. Qual è la prima cosa che sacrificate per fare... Leggi tutto →

Il senso di un esilio

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Nel silenzio brulicante di curiosa attesa, due donne vestite con semplici uniformi bianche fanno la loro misteriosa comparsa. Come soldati che eseguono gli ordini in un immaginario e rigido Paese delle Meraviglie, entrambe salgono sul loro piedistallo e attendono immobili che accada ciò che da tutti è inatteso. Improvvisamente, una doccia fluida e tiepida scivola piano sulle loro teste e sui loro abiti. La gente bisbiglia, non crede ai propri occhi: le austere e immacolate uniformi (di carta idro-solubile) si sciolgono sotto l’acqua scrosciante, lasciando intravedere un po’ per volta... Leggi tutto →

Tellas

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Fabio Schirru, noto come Tellas, è considerato uno degli artisti contemporanei più interessanti tra i tanti nomi che spiccano attualmente sulla scena mondiale della Street Art. Trentenne, di origini cagliaritane, Tellas ha sviluppato negli ultimi anni una ricerca del tutto personale e un linguaggio creativo a dir poco singolare, derivanti da un’estetica non urbana ispirata alle aride terre della Sardegna dove è cresciuto. Attraverso una visione intima, questo giovane street artist rielabora elementi compositivi del paesaggio naturale, dando origine a un processo meditativo il cui frutto è una esperta combinazione... Leggi tutto →

Macchine volanti

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Ambientati nell’aria, nel sottosuolo, nello spazio o nei fondali marini, i racconti di Jules Verne hanno ispirato gli scienziati e le invenzioni tecnologiche delle epoche successive, ma non solo… Il giovane scultore australiano Daniel Agdag, traendo ispirazione dalle fantasiose descrizioni del noto scrittore francese – oltre che dalla propria personale esperienza quotidiana – da alcuni anni crea incredibili e intricate sculture di edifici immaginari, o di misteriose macchine e veicoli dotati di strutture alquanto complesse, utilizzando un materiale che potremmo definire quanto meno improbabile: il cartone riciclato. Il talento di... Leggi tutto →

Un salto nel buio

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L’odore d’inchiostro, la sensazione della carta ruvida e pesante sotto le dita, le lettere in metallo o in legno che lasciano le loro impronte imperfette sulla superficie cartacea. Un link nostalgico con le tracce di un passato ancora innegabilmente attraente per molti giovani designers che, negli ultimi anni, hanno preferito compiere il rischioso passo indietro del ritorno alla stampa tipografica, antidoto insospettabile alla precisione asettica delle immagini digitali. Forse la ‘colpa’ è anche del leggendario Alan Kitching (1940, Darlington, UK) – abile designer e docente da quasi sei decadi –... Leggi tutto →

Fiabe d’argilla

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Chissà se vi è mai capitato (anche se ormai siete adulti) di aver voglia di fermarvi per un attimo, e perdervi con un sospiro tra le immagini sfocate di un innocuo sogno fatto ad occhi aperti; una temporanea evasione dell’anima in cui tutto somiglia al mondo delicato e ingenuo di quando ancora eravate bambini. Dovrei ammetterlo io per prima: a me capita qualche volta di desiderare una dimensione naif; ne subisco il fascino e ne sono inevitabilmente attratta. Poter estrarre da se stessi il peso dei giorni accumulati col tempo,... Leggi tutto →

Experimenta

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La fiamma si tramuta in fiore, il combustibile diventa acqua. Così il designer italiano Giuseppe Bessero Belti, reinterpreta le antiche lampade a petrolio, trasformandole in un interessante progetto ready-made. Se siete nostalgici dei tempi ante-litteram, di passati remoti e analogici in cui gli oggetti di uso quotidiano sapevano di umano e gli androidi erano solo il sogno di poche menti proiettate verso un futuro molto lontano, allora siete appena approdati sull’Isola-che-non-c’è. L’idea di Giuseppe Bessero Belti – la cui ricerca ruota attorno al rapporto tra design, natura e nuove tecnologie-... Leggi tutto →

Way Far

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Immaginate, solo per un attimo, di aver catturato una piccola ma bellissima farfalla appena venuta al mondo, e di averla tenuta a lungo in trappola nelle vostre mani, racchiudendone il battito d’ali tra le dita. Per la farfalla, non esisterà altra realtà che la penombra claustrofobica della gabbia protettiva che avete creato per lei. Poca aria, poca luce. Il concetto di libertà, per lei, è completamente assente. Al di là di quella grigia realtà così ristretta e definita, la sua coscienza non percepisce nessuna possibile alternativa. Non la immagina neppure.... Leggi tutto →

Amore e altre metropoli

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Ha una casa a due passi dall’oceano. A Los Angeles, per la precisione. E lì vive con sua moglie e tutte le sue piante. È un affermato illustratore, artista, designer e art director. Il suo sogno nel cassetto, in realtà, è di ricoprire con le sue illustrazioni un intero aeroplano… Lui è Brian Rea, le sue origini sono per metà irlandesi e per metà italiane. Né sua madre, né suo padre erano artisti, ma avevano un certo talento nel raccontare storielle. Suo nonno era un muratore, un uomo molto riservato,... Leggi tutto →

Ombre cinesi

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Due bambini si avventurano in un prato incuriositi dalla loro esplorazione e un ragazzo osserva pieno di stupore il volo di una libellula. Due compagni di giochi lasciano trasparire il senso di anticipazione di una nuotata estiva e alcuni pesci appena pescati saltano ritmicamente davanti agli occhi sgranati di un bimbo, attratto dal loro ultimo ed energico guizzo di vita. Sono solo alcuni dei racconti sognanti di Huan Xiaoliang, emergente artista cinese che esprime in immagini la sua visione nostalgica dei ricordi d’infanzia e di quelle atmosfere ingenue e innocenti... Leggi tutto →

Ma’agalim

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Ma’agalim è un delicato brano in lingua ebraica della band israeliana Jane Bordeaux – il loro stile è il folk-country americano – che esplora il concetto dell’alternarsi dei cicli della vita. Ciò che rende inusuale Ma’agalim* è la clip di animazione con il quale la band ha scelto di lanciarlo per attirare l’attenzione di un pubblico più vasto. Lo short animato, dall’atmosfera un po’ nostalgica, lentamente ci trasporta all’interno di un dispositivo Penny Arcade, molto simile ai vecchi videogames a gettoni che un tempo facevano divertire i ragazzini nelle sale... Leggi tutto →

Se una notte d’estate, un pescatore

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Una sera, osservando un gruppo di pescatori indiani impegnati a intrecciare le loro reti, Janet Echelman ne fu affascinata a tal punto da chiedersi se la struttura di una rete poteva essere il presupposto per un nuovo approccio alla scultura: un modo per creare una forma volumetrica, senza ricorrere alla pesantezza dei materiali solidi normalmente usati. Nel 1987, la giovane Janet Echelman si era trasferita a Hong Kong per intraprendere la carriera artistica. Il primo tassello del suo percorso sarebbe stato lo studio delle antiche tecniche cinesi di pittura e... Leggi tutto →

Solo una vita

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Ci sono momenti in cui la tv è solo un ronzio. Lei sta parlando, tu non stai ascoltando. Poi, improvvisamente, ci fai caso. Ed è in quei momenti che si annidano quei programmi che tu mai, per nessuna ragione al mondo, avresti guardato spontaneamente. Porta a porta. I dati auditel ti rilevano sintonizzato: domattina Vespa si sveglierà felice anche per colpa tua. Vorresti cambiare: ma è proprio in quei momenti che il telecomando sparisce, inghiottito da chissà quale cuscino. Vespa sta incalzando Mario Monti con quella inflessibilità provocatoria che usa... Leggi tutto →

Koi Lamp

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Frutto di un lungo ed emozionante processo creativo, la Koi Lamp non è solo un oggetto di design ma è anche un’incredibile scultura in legno, realizzata usando una tradizionale tecnica artigianale spagnola detta “vareta”. Il concept che ha ispirato la Koi Lamp ha avuto origine in alcuni progetti di light design piuttosto insoliti firmati da LZF Lamps diversi anni fa, nei quali si pensò di comporre l’esoscheletro di alcune lampade tramite l’innovativo sistema Koi Fabric, ovvero sovrapponendo una serie di sottili fogli di legno impiallacciato retroilluminati, per ottenere tenui riflessi... Leggi tutto →

Surreale, ma Vergez

Vergez

Raccontare Richard Vergez implica una banale quanto essenziale precisazione iniziale: non è lui che ha inventato il collage. Il collage è una tecnica concepita agli inizi del Novecento per la creazione di opere d’avanguardia, adottata inizialmente dagli esponenti del Cubismo, mentre più tardi assunse tratti tridimensionali più complessi nei movimenti Neo-Dada e nella Pop Art. Il XXI secolo ne ha visto una inattesa evoluzione, influenzandola con le sue atmosfere elettroniche e incoerenti, e intingendola in un purismo essenziale ed enigmatico, sporcata solo da uno sguardo un po’ retrò in contrasto... Leggi tutto →

AAAnima cerca anima

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Nel 2016 saremo sette miliardi e quattrocento milioni e tutti dobbiamo mangiare. Un metodo usuale per procurarsi il cibo è lavorare. Per questa ragione, temo, viviamo in un’epoca di corsi e di club. I corsi danno lavoro a chi li tiene¹ e vengono frequentati perché danno un titolo a chi li frequenta. I titoli, per essere desiderabili, devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un’identità, l’iscrizione più o meno ufficiale a un club. I club per essere ambìti devono dare qualcosa, e quel qualcosa è un lavoro. E il modo... Leggi tutto →

Provocazioni digitali

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Un vocabolario formulato sulla base di pulsanti figure dell’assurdo inserite in ambientazioni iperreali e sinistre. Ibridi privati delle proprie emozioni, creature artificiali, androgine ed ermafrodite, ipoteticamente ottenute dall’innesto di parti biomeccaniche in un corpo umano. L’immaginario di Inez e Vinoodh, manipolato digitalmente e privato attentamente di qualunque imperfezione, allude cinicamente alle asettiche estremizzazioni della chirurgia estetica, alle intromissioni dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie nel mondo umano e naturale. L’irrompere inaspettato della manipolazione digitale delle immagini, di cui per primi iniziarono ad esplorare le shockanti potenzialità espressive negli anni ‘90, ha... Leggi tutto →

Morfologia della mamma

Copertina

Altre visioni dal Torino Film Festival. Sarà che non sono un critico, e se ho un obiettivo nella vita è provare a non diventarlo mai. Sarà che ho trent’anni, suppergiù, l’età in cui ti trasformi da “fidanzato” in “compagno”, da “single” a “scapolo”. L’età in cui “vado a casa” significa una cosa e “vado dai miei” un’altra; l’età intermedia, in quel bizzarro avvicendarsi di ausiliari che è l’esistenza, tra l’essere figli e l’avere figli, tra l’avere (ancora) i genitori e l’essere genitori. Sarà tutte queste cose, ma quando ho dovuto... Leggi tutto →

Il male che scaccia il male

copertina

Visioni dal Torino Film Festival. Credo di essere tachicardico: la cosa mi agita, perché un cuore che batte troppo in fretta alla lunga finisce per danneggiarsi. Secondo la cardiologa, invece, non lo sono affatto. Il cuore mi batte sì all’impazzata, ma solo per via della mia ansia di essere tachicardico. E l’ansia è una cosa che devo risolvere, o alla lunga potrebbe danneggiarmi il cuore. Ecco: nel momento in cui il mio cuore frettoloso esploderà, immagino che sarò interessatissimo a sapere se la colpa è della tachicardia autentica o della falsa tachicardia... Leggi tutto →

L’ora del tè

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Il suo nome è oggi per lo più sconosciuto al di fuori della cerchia degli appassionati di fotografia, ma in un certo senso Tony Ray-Jones è colui che ha influenzato in modo riconoscibile intere generazioni di fotografi inglesi. Tra il 1966 e il 1969, Ray-Jones lavorò instancabilmente ad un’ambiziosa serie di fotografie dal deciso carattere antropologico, che per la sua epoca erano considerate addirittura “esotiche” e commercialmente poco apprezzabili.   La sua idea consisteva nel catturare un’arguta visione della società inglese – la sua aura, il suo potenziale nostalgico e... Leggi tutto →

L’elefante nella stanza

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Elephant in the room è una tipica ed efficace espressione inglese apparsa per la prima volta nel 1959 in un articolo pubblicato sul New York Times. Solitamente la si usa per denunciare la gravità di una situazione talmente palese che normalmente sarebbe impossibile da ignorare; ciononostante una maggioranza di osservatori (mossi più frequentemente dalla volontà di compiacere il potere politico) sceglie assurdamente di tacere fingendo di non accorgersene. Ecco. Oliviero Toscani (Milano, 1942) non è mai stato tipo da starsene zitto di fronte a una scomoda verità. Non si può... Leggi tutto →

Dissolvere il limite

Studio Azzurro

È il 1984. Un tempo in cui l’interattività non è altro che un’idea latente, un desiderio non ancora innescato, una potenzialità silenziosamente sommersa nell’immaginario di pochi artisti. Lo schermo a tubo catodico è l’unico mezzo disponibile per trasmettere immagini elettroniche. Il collettivo Studio Azzurro, appena agli inizi di quel che diventerà un percorso denso di esperienze emblematiche nel campo della ricerca multimediale, compie un passo inaspettato varcando audacemente la sacralità di una soglia fino a quel momento solo intuitiva. L’opera dal nome Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) è... Leggi tutto →

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